Caro Veltroni …. a proposito di totem e di tabù

di (vedi sotto)

Caro Walter non sono mai riuscito a capire come Fabrizio Cicchitto, che stimavo molto e con cui militavo nel partito socialista, sia potuto finire in Forza Italia a promuovere e difendere tutto quel berlusconismo.

Ti confesso, altresì, che non mi riesce di capire nemmeno come Tu, che sei uno dei “totem” dell’anche  mio partito democratico, possa dire le cose che dici contro il diritto al reintegro nel posto di lavoro di chi è stato licenziato per una CAUSA   I N G I U S T A.

Causa ingiusta, giudicata tale in sentenza, visto che di cause, così dette, giuste, per licenziare ce ne sono tante nel corredo dei diritti delle imprese, come sappiamo , anche in questa periferica e marginale provincia di Agrigento, dove c’è il festival dei licenziamenti da parte di aziende sotto e sopra i 15 dipendenti.

In questa “perigliosa” fase in cui si trova l’Italia per evidenti responsabilità collettive e per una classe dirigente, generalmente intesa, ed in particolare politica, che ha speso così tanto in parassitismi, in privilegi e tolleranze tanto  da indebitare il Paese nella misura nota, mi aspetto da parte Tua, che appartieni, in vita, al Panteon del partito democratico, una presa di posizione che non aiuti MONTI a continuare a colpire, dopo la macelleria sociale del cavaliere, i diritti di chi lavora e di chi è costretto a “tirare a campare”  e non certo a vivere, con le pensioni di piombo che sono cosa ben diversa delle  pensioni d’oro .

Tenere la lingua a freno è un fatto di giudizio e di saggezza, ma quello che mi preoccupa è che tu, insieme ad altri totem del partito , quelle cose che dite le pensate veramente per cui mi riesce difficile seguire i vostri percorsi sulla via di Monti o comunque di destra:  sicuramente diversa da quella di Cicchitto, ma sempre di destra.

Mi aspettavo, invece, una Tua reprimenda nei confronti di Monti per  l’assenza di equità nell’azione di governo perchè, mentre non ha chiesto a loro, ai ricchi il contributo della patrimoniale, che sicuramente non li avrebbe impoveriti, ha preteso dagli altri, cioè noi, pesanti sacrifici per il fantomatico pareggio di bilancio e tentare di salvare l’Italia da chi l’ha affossata.

Peccato che tutte le misure adottate siano foriere della recessione in atto, per cui diventa sempre più difficile  credere in una ripresa a breve, se il governo non  cambia linea e Tu, insieme ad altri totem del partito, piuttosto che sostenere questa improrogabile esigenza, senti il bisogno di unirti ai “picconatori” dell’art. 18, come se fosse questo la causa dei mali del mercato del lavoro e non la mancata crescita dell’economia proprio per il sovra peso della tara affaristica,  della corruzione e degli sprechi coperti, anche, quando  c’è stata una deriva criminale e mafiosa.

La verità è che in Italia c’è, da prima dell’articolo 18, un inviolabile TABU’ che si chiama EQUITA’ per cui  se si è voluta conclusa  la lotta di classe … degli operai e dei lavoratori, la lotta di classe, quella dei manager, dei banchieri, dei boiardi di Stato, dei professionisti , dei grandi evasori, degli esportatori di capitali nei paradisi fiscali e nelle terre  ove “arrangano”  uomini e donne senza diritti  e della destra politica nazionale ed europea, non è mai finita.

E tu, caro Veltroni, non hai il diritto di  prendere il mio voto di sinistra e convertirlo in forza di sostegno diretto o indiretto alla destra  che colpisce  me, i miei compagni di vita e di lotta ed i nostri genitori e  figli ogni giorno.

Piero Mangione

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One Response articolo: “Caro Veltroni …. a proposito di totem e di tabù”

  1. Massimiliano Palmas

    Una riforma dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non deve essere vista come un tabù.
    Il governo dovrebbe partecipare il popolo di come lo vuole riformare in modo tale che gli italiani possano avere il tempo ed il modo di esprimere consigli e pareri oppure che possano civilmente manifestare l’aperto dissenso.

    #23752

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