Tornano i Forconi: “Via l’ascarismo dei nostri politici. Vogliamo l’attuazione concreta dello Statuto Autonomo della Sicilia”

di Pino Sciumè

La settimana di proteste annunciata dal Movimento dei forconi è iniziata a Palermo con l’allestimento di un presidio di fronte palazzo d’Orleans, sede del Governo siciliano.

Tra i rappresentanti del movimento c’è Ignazio Ardagna, imprenditore agricolo la cui azienda è stata messa in ginocchio dalla crisi economica:

“Stiamo entrando in una fase diversa rispetto a quella di 15 giorni fa. Siamo in una fase più politicizzata. Noi non abbiamo niente contro l’attuale Presidente della Regione o chiunque comandi dentro il Palazzo. Lombardo ha fondato il Movimento per l’Autonomia Siciliana, ma finora non ha fatto nulla per lo Statuto Siciliano.  Abbia il coraggio di dimettersi, perché il suo progetto autonomista non è mai stato effettivamente tale, ed è fallito. Chiediamo che tutti i siciliani convergano qui in piazza Indipendenza per far sentire la propria voce e mandare a casa questa classe politica e restituire nuove aspettative ai siciliani”.

Sul camper, a supportare la protesta del Movimento dei forconi c’è anche Rossella Accardo, moglie e madre di Antonio e Stefano Majorana,  gli imprenditori palermitani scomparsi nel nulla il 3 agosto 2007.

“Vogliamo, dice la Accardo, il coinvolgimento di tutte le mamme e di tutti i papà, l’uomo della strada deve diventare protagonista. I siciliani devono sapere che questo strumento splendido che è lo Statuto, ci consentirebbe di essere ricchi a casa nostra, se non venisse usato solo come un mero strumento propagandistico”.

Ai cittadini che passano di fronte al palazzo della regione illustrano i punti dello Statuto siciliano, rimasto inapplicato dopo la sua promulgazione nel 1946.

Sono trascorsi quasi 66 anni da quel 15 maggio 1946 in cui fu promulgato il Regio Decreto Legislativo n. 455 formato da un unico articolo a conclusione dell’incarico dato ad illustri giuristi ed irreprensibili politici, tra i quali ricordiamo Giovanni Guarino Amella di Sant’Angelo Muxaro ed Enrico La Loggia, originario di Cattolica Eraclea, nati entrambi nel 1872. Ecco il testo di quel decreto:

UMBERTO II RE D’ITALIA, Visto il decreto-legge Luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151; Visto il decreto legislativo Luogotenenziale 16 marzo 1946, n. 98; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri; Sulla  proposta  del  Presidente  del Consiglio dei Ministri, Primo Ministro Segretario di Stato, di concerto con tutti i Ministri; Abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue:

Articolo unico.

E’  approvato,  nel  testo  allegato, firmato, d’ordine Nostro, dal Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  lo Statuto della Regione Siciliana. Lo  statuto  predetto  sarà sottoposto all’Assemblea Costituente,per essere coordinato con la nuova costituzione dello Stato. Ordiniamo  che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia  inserto  nella  Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno  d’Italia,  mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare come legge dello Stato. Dato a Roma, addì 15 maggio 1946. UMBERTO.

Seguono le firme dei componenti l’allora consiglio dei ministri, tra i quali De Gasperi, Nenni, Scelba e Togliatti.

Si volle restituire alla Sicilia, dopo oltre 80 anni di asservimento di tipo colonialista, dall’Unità d’Italia, quella dignità di popolo che le potesse permettere di ritornare ad essere una terra ricca e storicamente autonoma. Purtroppo quello Statuto rimase volutamente sulla carta, complici i politici nostrani da cui il movimento dei forconi vuole tenersi distante.

Oggi i siciliani sono ridotti alla miseria. Un giovane su due non ha un lavoro e, ancor più grave, non ha un futuro. I nostri ragazzi hanno ripreso a migliaia la via dell’emigrazione. La povertà, a vari livelli, colpisce la maggioranza degli oltre 5 milioni di residenti. I politici hanno fatto il resto, col malgoverno, il clientelismo e soprattutto con l’ascarismo nei confronti della politica nazionale. Forcone è bello? Vedremo e speriamo…

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