Favara – Adiconsum chiede conto e ragione a Manganella sulle bollette Ato Gesa

di Redazione

Alfonso Scanio, responsabile provinciale di Adiconsum, chiede al sindaco Manganella chiarezza sulle bollette del servizio di igiene ambientale.

Servizio che negli ultimi dieci anni ha triplicato il suo costo, senza aumentarne la qualità che resta inchiodata alla bassa qualità.

Riportiamo il documento.

“L’Associazione Adiconsum – scrive Alfonso Scanio – ha come scopo esclusivo la tutela dei diritti e degli interessi dei consumatori e degli utenti quali: il diritto alla salute, il diritto alla sicurezza ed alla qualità dei prodotti e dei servizi, il diritto ad un’informazione adeguata e ad una pubblicità corretta, il diritto alla correttezza, trasparenza ed equità dei rapporti contrattuali concernenti beni e servizi, il diritto all’erogazione dei servizi pubblici secondo standard di qualità ed efficienza, il diritto all’educazione al consumo responsabile, critico e solidale, eco-compatibile e ad un uso razionale dell’energia, il diritto alla tutela del risparmio, il diritto all’educazione all’uso del denaro per prevenire il fenomeno del sovraindebitamento e dell’usura.

In tale ottica l’Associazione persegue altresì il fine di promuovere una cultura della legalità, della solidarietà e dell’ambiente, basata sui principi della Costituzione.

 In virtù di quanto sopra ed in relazione alla delibera del Consiglio Comunale di Favara del 27 luglio 2011 relativa alla presa di posizione del Consiglio sugli aumenti della Tarsu a cui non erano stati riscontrati aumenti dei livelli di efficienza del servizio da parte dell’Ato  Gesa 2 S.p.A., la scrivente Associazione,

CHIEDE

Alla S.V. Ill.ma quali iniziative ha intrapreso dal mese di luglio 2011 ad oggi in favore dei cittadini/consumatori favaresi ed in particolare se è intervenuto nei confronti dell’Ato Gesa 2 S.p.A. per chiarire i termini della questione.

Si chiede, inoltre di sapere se le famiglie residenti nel centro storico di Favara, e più precisamente quelle interessate dalla chiusura delle strade colpite dai crolli verificatesi da un anno a questa parte, sono costrette a pagare per il “disservizio rifiuti” o, in alternativa, se è stata proposta, dalla S.V. all’Ato Gesa2, una congrua riduzione della tariffa fino alla normalizzazione dell’attuale situazione.

Si chiede, infine, se codesto Comune ha verificato gli addebiti da parte dell’Ato rifiuti ai residenti di Via del Carmine, Via Zanella, Via San Calogero e del Quartiere Palma Oliva, in quanto diversi consumatori ci hanno segnalato il mancato spazzamento e la mancata raccolta dei rifiuti solidi urbani.

Qualora i residenti delle sopracitate vie avessero pagato per tali servizi, si ritiene che ciò ha determinato l’emissione di atti illegittimi a carico dell’utenza favarese ed un ingiusto profitto per coloro che gestiscono il settore dei rifiuti”.

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