Al Liceo Linares di Licata si presenta “La Net Comunicazione politica”, il nuovo libro di Francesco Pira
Un lavoro di ricerca che è diventato un saggio sarà presentato il prossimo mercoledì 8 febbraio alle ore 16,30 nell’Aula Magna del Liceo Vincenzo Linares di Licata. E’ l’ultimo libro del Professor Francesco Pira, Docente di Comunicazione delle Organizzazioni Complesse e Relazioni Pubbliche presso la Facoltà di Lingue dell’Università degli studi di Udine. Introdurrà i lavori il Dirigente del Liceo “Vincenzo Linares”, Professore e Ingegnere Santino Lo Presti.
Pira sempre la mattina dell’8 febbraio dalle 11 alle 13 incontrerà in un workshop riservato agli studenti del quarto anno dei tre indirizzi del liceo classico, scientifico e delle scienze umane, intitolato : “Facebook risorse, opportunità, limiti e pericoli” L’esperto si confronterà con gli studenti del Linares che porteranno le loro esperienze di internauti.
Nel pomeriggio invece si svolgerà la presentazione ma anche in questo caso gli studenti avranno un preciso ruolo di discussant dopo una conversazione tra l’autore e la professoressa Floriana Costanzo, docente di lettere.
“La net Comunicazione Politica” quella che nasce e vive sul Web, come detto, è l’argomento del libro di Pira edito da Franco Angeli nella Collana di Scienze della Comunicazione diretta dai professori Marino Livolsi e Mario Morcellini. Già il sottotitolo da una prima risposta sul contenuto: “Partiti, movimenti, cittadini-elettori nell’era dei social network”.
Nel nostro paese i social network sono utilizzati dal 58% dei politici italiani e in prevalenza da giovani politici under 30. Sottolinea l’autore: “Se i social network sembrano essere più graditi ai nostri politici tanto che un parlamentare su tre è presente su Facebook, il modo con il quale si relazionano o per meglio dire non si relazionano resta il punto centrale”.
Secondo Francesco Pira: “a tutti i livelli, politica locale, regionale, nazionale, la Rete vive come strumento di supporto al marketing elettorale, ma non svolge quel ruolo che sarebbe il suo naturale, per la costruzione della partecipazione, discussione e rafforzamento, del consenso nel tempo. Per la nostra politica è difficile pensare di entrare nella logica della comunicazione in rete, dove non si è più fonte (soprattutto per i giornalisti) ma uno dei nodi”.
Oltre il 60% dei Deputati e Senatori (secondo le ricerca esaminate nel libro) hanno attivato uno strumento di comunicazione on line. Tra i sindaci il 62%. Ma i dati non devono farci illudere, secondo Pira: “la politica italiana non ha fatto propri i nuovi strumenti e modelli relazionali. Sono ancora tante le ombre”.
Ma nelle conclusioni l’autore spiega quale è lo scenario attuale e quello possibile. Per Pira: “La Rete non attira la politica ma piuttosto l’antipolitica. Il rapporto di leader e partiti con il web, al momento, è quello di un gioco che non determina con certezza consensi. E quindi l’intero eventuale utilizzo va discusso, ri-discusso, capito e ponderato. Come in quel vecchio film della commedia italiana “Tenente pigliamocela con comodo”, i politici italiani e i loro collaboratori muovono timidi passi, perché l’Italia non è l’America e perché nonostante gli italiani connessi su Facebook siano 20 milioni, di cui molti under 18, e quelli che utilizzano la rete, appena la metà della popolazione”.
“Quindi conta di più la televisione, incidono maggiormente i giornali sull’opinione pubblica, è opportuno fare un lavoro sulle radio. In pochi hanno compreso che i social network sono utili se fanno parte di una comunicazione integrata e quindi sono parte importante della strategia, al pari di altri mezzi. Ma soprattutto è necessario ritrovare l’etica della politica, uscire dalle logiche della politica scandalistica, dal linguaggio populista per approdare ad un modello comunicativo relazionale, nel quale ai messaggi siano consequenziali gli atti. Certamente il tutto organizzato all’interno di una strategia comunicativa ben progettata”.











