Elezioni amministrative: cosa faranno i politici per i cittadini?

di (vedi sotto)

Siamo alle soglie della campagna elettorale. Si comincia a sentire il fervore della gente, dei politici, degli imprenditori che si organizzano con i vari programmi, più o meno interessanti, a favore di Agrigento e degli agrigentini.
Gente stanca di vedere susseguirsi amministrazioni che hanno portato allo sfacelo la nostra città.
In questo momento gli esponenti politici sono impegnati a organizzare apparentamenti e selezioni per Mrs o Mr futuro sindaco. Scelte difficili e impegnative basate su schemi solo ed esclusivamente rivolti potere; infatti il partito più rappresentativo e potente sul territorio nazionale come sempre vincerà le elezioni anche ad Agrigento. Nello stesso tempo vediamo come gruppi di persone -imprenditori, impiegati, giovani intelligenti e laureati- si uniscano per cercare di rompere quegli schemi nei quali anche loro per volontà altrui si trovano ingarbugliati. Si fanno previsioni su quali potrebbero essere i futuri assessori e consiglieri, gente che porta voti -ovviamente!-, seguaci dei partiti che aspettano per “diritto acquisito” di fare una passerella sotto i riflettori dell’amministrazione pubblica.
Nel frattempo, cos’è Agrigento? È la città da dove i nostri giovani, arenati dalla sciagura della disoccupazione, scappano verso orizzonti migliori; è il capoluogo della gestazione del lavoro nero, dove giovani oppressi dal terrore della crisi e dell’insostenibile e insensata burocrazia, preferiscono evitare gli ostacoli e lavorare abusivamente, spesso per potere sedersi a tavola a pranzo o comprare i libri di scuola ai figli, creando inesorabilmente danni irreparabili e inestimabili alle aziende che pagano a fatica le tasse e danno occupazione a tanta gente.
Il comune autorizza le espansioni delle civili abitazioni, incassando quattrini per la realizzazione delle opere di urbanizzazione che mai verranno eseguite. Belle palazzine con colori pastello e giardini verdi che si affacciano sulle paludi di pertinenza comunale. Poveri imprenditori, chissà quanti appartamenti saranno destinati a diventare ruderi mai venduti!
Inoltre le stesse paludi, peraltro logicamente neanche illuminate, diventano causa di incidenti, cadute, vittime che gli uffici legali del comune avranno l’obbligo di risarcire con altrettanti quattrini. Quanti saranno i soldi che il comune dovrà sborsare a questo fine? Tanti, cari miei, molti di più di quelli che si potrebbero spendere in un’opera di prevenzione!
Bella la nostra valle dei templi: storia, arte e cultura sono i requisiti giusti per vedere esplodere i nostri hotel di turisti. Eppure qualche albergo chiude e qualche altro va verso il fallimento.
Non parliamo poi del nostro litorale san leonino, uno dei più bei litorali del mondo. Bene, non abbiamo visto mai sorgere un villaggio turistico, ma sempre e soltanto ettari e ettari di terra incolta, adibita da qualche anno a parcheggi più o meno autorizzati.
Sarà magari che nessun imprenditore vuole investire perché le nostre acque sono infestate dalla merda?
La cosa più assurda alla fine è che si cerca di privatizzare tutto: monnezza e acqua per esempio. Bravi, ecco a che cosa ha portato la privatizzazione: bollette salatissime e netturbini costretti non soltanto a fare un lavoro orribile ma anche a lasciarci in mezzo alla monnezza per giorni e giorni perché non vengono retribuiti puntualmente e a dovere. Con i lingotti d’oro li dovrebbero pagare! Altro che ritardi. Poi magari qualcuno potrebbe proporre loro di portare -come è successo prima di natale- monnezza a tavola dei loro figli anziché pane…
Ma un’ultima cosa vorrei aggiungere: e delle scuole che diciamo? Diciamo, diciamo tanto: magazzini adibiti ad asili, ex asili dove sostavano neonati tra mura squarciate e travi pericolanti, scuole chiuse e mai riaperte, affitti onerosi in strutture poco consone a una scuola per sopperire a quelle chiuse.
Relitti di aule, come la Scuola Media del Villaggio Peruzzo (tanto per nominarne una) o la ex De Cosmi del Villaggio Mosè, che dovrebbe essere ripristinata grazie alla generosità di qualche imprenditore.
Cari signori politici, non è più tempo di pensare soltanto alle proprie carriere! Gli amministratori non si possono susseguire l’uno all’altro per sei, cinque, otto mesi, soltanto perché devono esser accontentati a turno per essere stati seguaci di un certo partito.
Gli amministratori devono essere scelti secondo criteri di merito e non secondo schemi partitici incomprensibili e incompatibili con le esigenze e con le problematiche del nostro Paese.
Deve finire l’epoca in cui si deve chiedere il favore al politico per avere rispettati i propri diritti, non si può pretendere di far espletare ai cittadini solo i propri doveri: quelli delle tasse. È ora che chi sale al potere si assuma le proprie responsabilità. Abbiamo bisogno di amministratori specializzati in ogni settore che prestino giuramento vero, profondo e sensato, che vengano retribuiti e che facciano solo un lavoro: quello di amministrare.
Altrimenti, come dice Albanese nel suo film di “vera attualità”: anche questa volta che cosa faranno i politici per i cittadini, per i poveri e i bisognosi? Un’emerita m……!

Roberta Tuttolomondo

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One Response articolo: “Elezioni amministrative: cosa faranno i politici per i cittadini?”

  1. Midulla Alfonso

    Scusate, mi sbaglio o questa Tuttolomondo è quella che ha fatto l’assessore di Zambuto? Mah! Agrigentini, stiamo cadendo nel più colossale ridicolo.

    #22395

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