Favara: “Il dissesto finanziario è figlio della scomparsa dei partiti”. Intervista a Davide Romeo

di Pino Sciumè

Il Comune di Favara non potrà disporre nemmeno di un centesimo di quel poco che gli è rimasto in cassa. Questa in estrema sintesi la conseguenza della chiusura coatta dei conti correnti. L’Amministrazione, Sindaco in testa, sentono ormai il fiato sul collo del dissesto finanziario. Nessuno parla. La consegna è il silenzio. Cosa succederà? Tutto quanto di peggio si possa immaginare si abbatterà sulla testa dei cittadini, gli unici che piangeranno d’un colpo decenni di mala politica, senza un briciolo di lungimiranza e men che meno di buona amministrazione. Dai tempi del “Sacco di Favara” e del “mura e futtitinni”, la spirale di colpevole inefficienza politico-amministrativa da una parte e l’altrettanta colpevole accondiscendenza dei votanti dall’altra  ha portato di fatto alla catastrofe finanziaria di Favara. Abbiamo sentito il parere di un imprenditore, Davide Romeo, 45 anni, che ha deciso di trasferire la sua azienda specializzata nello stoccaggio e smaltimento dei rifiuti solidi urbani fuori Favara.

“E’ il mio paese, ma dopo tredici anni ho dovuto prendere questa decisione. Ne va del mio futuro e dei miei dipendenti. Purtroppo questa terra sembra aver perso il senso di tutto”.

Romeo è stato un giovanissimo consigliere comunale, dal ’93 al ’98 (quella per capirci del Professor Sanfilippo seguito da Lorenzo Airò), sempre appassionato di politica.

Siamo arrivati davvero al capolinea?

“E’ sintomatico lo scollamento verificatosi tra diversi consiglieri comunali di maggioranza e la Giunta di Sasà Manganella a pochi mesi dalla sua elezione. Si deve prendere atto che ad elezioni finite ognuno è andato per la sua strada. Segno che il tanto sbandierato ritorno dei partiti che hanno deciso quella candidatura non è stato altro che un modo per accorciare le polemiche. Si è andati a tentativi, ma la verità è che i partiti non esistono, tranne il PDL dell’onorevole Bosco. Il nuovo Sindaco si è trovato con una giunta rappresentativa delle varie componenti della coalizione, con assessori imposti da personaggi invisi  agli eletti in Consiglio Comunale. E inoltre   ha ereditato un paese distrutto moralmente e fisicamente”.

Cosa è successo in questi sei mesi?

“Nulla di quanto ci si aspettava. Il malcontento dei consiglieri doveva scoppiare, gli assessori non sono risultati graditi alla maggioranza consiliare che ne ha chiesto la rimozione”.

Quanto c’è di vero in questa presa di posizione?

“Sono un grande amico del Sindaco, ma devo ammettere le buone intenzioni dei consiglieri. Se manca l’armonia tra l’amministrazione e il consiglio, l’unica soluzione è dare corso all’azzeramento della giunta. Mancando i partiti, il Sindaco si può rapportare unicamente col Consiglio, solo così può essere evitata un’esperienza del tipo Russello”.

E quindi cosa sente di dire a Sasà?

“Di non sottovalutare tale richiesta e di cominciare ad intraprendere quelle iniziative che possano portare sul serio ad un cambiamento di rotta. Ad esempio le privatizzazioni. Gioielli come il Castello Chiaramontano, le ville comunali e il complesso sportivo polivalente non possono morire giorno dopo giorno con un  danno economico rilevante a scapito della comunità. Affidarli ai privati dietro un cospicuo compenso e regole precise diventa l’unica soluzione possibile. Avere il coraggio di requisire gli immobili abbandonati e fatiscenti del centro storico per dare la svolta decisiva al suo pieno recupero. Sui rifiuti, avvalersi del decreto Lombardo che consente ai Comuni di uscire dall’Ato puntando sulla raccolta differenziata che farebbe risparmiare la spesa del 50%”.

Ma questo è un programma di governo.

“Infatti bisogna lavorare su pochi punti ma in concordia col Consiglio Comunale e quindi con una nuova giunta”.

E i partiti della coalizione di responsabilità?

“A parte il PDL, quei partiti si sono sciolti nell’acqua. Che fine hanno fatto i dottorini? Qual è la posizione dell’MPA, è pro o contro il Sindaco? Il nostro Deputato di riferimento, che mi risulta essere stato sempre disponibile, ha già sbagliato una volta, sicuramente non vorrà ripetere l’errore. Le risposte a queste domande potrebbero dare buone prospettive. Mi auguro, per esempio, che i consiglieri si autoriducano il gettone di  presenza”.

Ha più colpa la politica o la burocrazia comunale?

“Sasà ha fatto bene dimezzando il numero dei dirigenti, ma coloro che sono rimasti non hanno modo di rapportarsi con la programmazione politica”.

Cosa ricordi volentieri della tua esperienza di consigliere comunale?

“La serietà con cui si seguivano le indicazioni dei partiti che erano la vera forza della politica e che oggi ahimè non esistono più.   Con l’aggravante che oggi, di fronte al dissesto finanziario ormai di fatto, la politica è debole. Manca soltanto la dichiarazione ufficiale di fallimento. Il dramma sta tutto qui”.

Condividi:
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Mixx
 
 

13 Responses articolo: “Favara: “Il dissesto finanziario è figlio della scomparsa dei partiti”. Intervista a Davide Romeo”

  1. piccolina

    …..e poi guardando attentamente la sua foto intravedo alla sua destra una bottiglia di Ceres, a sinistra un cappuccio, dietro una tendina tipica da bar e sul tavolo davanti a lui le delibere del Comune! Pazzesco…abbiamo davanti il male supremo di Favara e nessuno se ne era accorto!!!

    #22264
  2. Mitt

    Davide vedo che sei un attento osservatore quando non bevi.

    #22273
  3. giovanni

    hai hai romeo xchè sei tu romeo?!?!?!?!?!?!? meno alcool più coerenza romeo !!!

    #22684

Lascia un commento


Comitato Promotore delle Giornate per l'Economia del Mezzogiorno 2011
Stage e tirocini formativi in Confimpresa Euromed
Il bilancio 2011
del Presidente D'Orsi

Calendario

gennaio: 2012
L M M G V S D
« dic   feb »
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031