Padre Acquisto: “Un nuovo anno con una nuova carta di credito e di speranza
Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Siamo agli ultimi due giorni e col nuovo anno 2012 il Signore ci concede come una nuova, multifunzionale, carta di credito che, tutti insieme e ciascuno per la sua parte e nel suo ruolo, deve sapere utilizzare al meglio. Un impegno singolo e collettivo per il quale, da tanti e tante volte, in queste ultime ore del 2011, sarà pronunciata la parola AUGURI !
Nella cultura giudaico-biblica il tempo ha un inizio e avrà una fine, durante il quale Jahvè non abbandona l’uomo. Per il Cristianesimo Dio si è incarnato in Gesù di Nazareth, e così la storia è diventata luogo salvifico, diretto verso un orizzonte che va oltre l’umano. Un mistero che ha la sua radice nell’incarnazione del Verbo, ed il suo compimento nel mistero pasquale della sua morte-risurrezione.
E proprio qui, nel mistero pasquale, sta lo zoccolo duro, infallibile della speranza, per cui il cristiano trova sempre la forza, malgrado tutto, di iniziare un nuovo percorso.
Un nuovo anno diventa perciò un nuovo dono da utilizzare per andare avanti e guardare in alto, facendo tesoro anche degli errori commessi. E gli Auguri di Buon Anno 2012 acquistano valore , pur in questo tempo segnato da gravi problemi interni ( come la disoccupazione che a Favara come altrove coinvolge migliaia di famiglie) e da problemi internazionali ( come il terrorismo, le minacce di una possibile guerra nel Golfo Persico, il problema dei profughi).
Buon Anno 2012, perché, pur in questo scenario, appare possibile un traguardo di pace e di civiltà globale, segnata da un’economia solidale che consenta a tutti una vita dignitosa, senza lo spettro della fame e della miseria.
AUGURI ! Oggi, più che mai, è necessario che ognuno faccia la sua parte, aiutando chi davvero non ce la può fare da solo senza aiuto.
Così , per questo motivo i primi AUGURI li rivolgiamo a chi soffre, a chi ha più bisogno, ai più deboli, a chi non ha un lavoro e a chi lo ha perduto.
E subito dopo gli AUGURI li porgiamo a chi può incidere nel tessuto sociale, ai politici e pubblici amministratori, affinché, orientati dalla ricerca del bene comune, siano capaci di organizzare efficacemente la speranza del territorio, abbandonando la tentazione della ricerca e dell’accumulo irresponsabile del denaro e del potere.
AUGURI al Governo nazionale che dopo il cosiddetto decreto “salva-Italia” della prima fase in cui ha chiesto soprattutto sacrifici al ceto medio, ai pensionati, agli statali e dipendenti delle classi stipendiali più basse, sta preparando la cosiddetta fase due , che speriamo sia veramente segnata da maggiore equità sociale, con tagli su privilegi e sperperi, con il coraggio di rivedere le misure precedenti al fine, almeno, di eliminare i sacrifici imposti alla fascia sociale più debole, quella della miseria più nera e della fame.
Inoltre, in questo mese di gennaio – saranno gli stessi deputati e senatori a decidere quando, quanto e se, tagliarsi gli stipendi. Un passaggio delicatissimo per la carica simbolica dell’esempio, necessario per disinnescare forse una vera e propria (latente) bomba sociale ! Perché l’intreccio tra denaro e potere, quando l’uno è finalizzato all’altro, costituisce una particolare miscela esplosiva.
AUGURI ! La tenacia e la grinta in coloro che hanno in mano a tutti i livelli le leve del potere , vogliamo vivamente sperare che vengano fuori per le migliori e più sagge decisioni.
AUGURI, a livello locale, per un rapporto cordiale e fattivo, tra Amministratori ed amministrati, tra burocrazia preposta ai servizi e cittadini, che devono essere serviti nella quotidianità dei bisogni, senza discriminazioni sociali, nel rispetto della loro dignità e delle loro esigenze. AUGURI per un impegno più efficace per favorire il bene comune, nella linea del sincero disinteresse che include la rinuncia all’interesse di parte e/o personale.
AUGURI a tutti, Autorità e cittadini, di pace, serenità e saggezza, in un rinnovato clima di reciproca fiducia ed ottimismo, nell’ottica dell’onestà, laboriosità, spirito di coesione e giustizia sociale.
Giovanni Paolo II nella C.A. ha scritto che non ci sarà mai vera soluzione dei problemi di una Comunità e della stessa questione sociale, senza i valori del messaggio evangelico. Che sono i soli che possono portare la vera pace, rendere fratelli gli uomini di tutte le razze e di tutte le condizioni sociali, porre nel cuore di tutti il vero amore, quello che è capace di accogliere anche i sacrifici.
Diego Acquisto











