Chiamati al recupero di valori semplici’
“Consapevolezza e corresponsabilità”: queste due parole sintetizzano lo stato d’animo di tanti italiani . Consapevolezza di un tempo che va ormai finendo: il tempo in cui abbiamo vissuto al di sopra delle possibilità offerte dal nostro debito pubblico. Corresponsabilità, perché le vicende politico-economiche nazionali, europee e globali ci hanno svelato quanto ogni soluzione parta dalla coscienza della persona, dalla sua capacità morale e civile di anteporre il bene comune al bene individuale.Grandi sacrifici si stanno accumulando, e probabilmente ancora si accumuleranno, sulle spalle di diverse generazioni adulte, nella speranza che ciò possa tangibilmente contribuire alle prospettive di futuro dei giovani, i quali, finora, hanno a loro volta già pagato prezzi molto salati”. I sacrifici, infatti, “ci appaiono in tutta la loro severità perché per molti anni la pratica del rinvio, alimentata da pulsioni elettorali, pressioni lobbistiche e strenue difese dello status quo, ha di fatto addensato l’intera gamma delle riforme da attuare in un arco ristrettissimo di tempo, quello che stiamo vivendo.
Questo è il tempo favorevole per seminare quella “vita buona del Vangelo” che reclama da noi coscienza, fedeltà, amore per la vita, legalità, partecipazione, senso del bene comune, solidarietà. Se tutti sapremo essere più formati e informati, meno sensibili a propagande illusorie e scevre di spessore culturale e valoriale, se sapremo uscire da quel circolo vizioso che ha il suo retroterra nell’individualismo e la sua espressione politica nel localismo, se sapremo acquisire vere competenze sulla vita delle città, del Paese e del mondo, allora consegneremo a noi stessi una chance in più per riappropriarci del nostro futuro.
La grave crisi dei mercati finanziari, probabilmente, deve ancora dispiegare parte dei suoi effetti sull’economia reale, sulla vita delle donne e degli uomini concreti, lavoratori e imprenditori. Perciò, in questo nuovo stile di maturità che speriamo contraddistingua l’Italia della crisi, è forse lecito avanzare un’unica richiesta all’attuale governo: di dare corpo a quella parola, equità, spesso pronunciata dal presidente del Consiglio Mario Monti, con misure che tutelino la dignità della persona e la pongano, nella massima misura possibile, al riparo dalle intemperie delle ristrettezze economiche. Siamo pronti a riforme a lungo rinviate, con la fiducia che ciò abbia quanto prima effetti visibili sull’accesso al lavoro dei giovani e delle donne, sulla tutela dei vecchi e nuovi ‘indifesi’, sulla restituzione del maltolto da parte degli evasori, sul contributo solidale di chi ha più mezzi, sulla riduzione sostanziale dei privilegi ancora conservati dalla politica e dal vasto mondo attiguo.
Franco Miano
Presidente Nazionale Azione Cattolica











