Il teatro, una passione: intervista a Giuseppe “Scrimicchio” Fragapane
Continua la nostra serie d’interviste aventi ad oggetto le realtà associative e culturali presenti ed operanti nei vari paesi della provincia. Abbiamo contattato Giuseppe Fragapane, autore teatrale nonché attore dell’Associazione Culturale Teatrale “I Sicani” di Santa Elisabetta.
Ciao Giuseppe, la tua vena creativa ti ha portato a scrivere tre commedie di grande successo in appena due anni (“Natura strana” è del 2009, così come “Affari di matrimoniu” e “Papà, fa finta ca si sinnacu” è del 2011). Come nasce in te l’ispirazione per affrontare la commedia, una delle più difficili prove di scrittura?
L’ispirazione è la cosa più importante per un autore e io, fortunatamente, la traggo da tutto ciò che mi succede nella vita. Nasce interamente dall’amore e dalla passione che ho da sempre per il teatro e per la recitazione. Quando si ama qualcuno le belle parole vengono fuori da sole e, allo stesso modo, mi succede nello scrivere una commedia: basta essere “innamorati” di quello che si fa e tutto nasce spontaneamente.
In “Natura strana” affronti un argomento piuttosto delicato da trattare, soprattutto in termini comici, ovvero quello dell’omosessualità. Il testo dell’opera però si distingue per l’equilibrio che hai saputo mettere in scena, anche nei momenti più divertenti. Non credo che sia stato semplice scriverne il copione, o no?
“Natura strana” è stato uno dei testi più complicati che abbia scritto. Sull’argomento ho cercato di scrivere proprio “in punta di piedi”, poiché si trattava di rappresentare situazioni a volte anche delicate, sulle quali si poteva scherzare, ma fino a un certo punto. Ho voluto che l’opera facesse sì ridere, ma che desse anche un messaggio importante, contro ogni discriminazione.
Con la tua compagnia, I Sicani, hai portato in tournè le tue tre opere, girando quasi tutta la provincia di Agrigento, da Cianciana a Casteltermini fino a Siculiana. Ovunque le vostre esibizioni hanno ottenuto ovazioni scroscianti e critiche lusinghiere da parte di piazze gremite da persone di tutte le età. Il passaparola ha poi fatto il resto: come vivete questo successo, che ormai dura da tre anni?
Hai detto bene. Tre anni di grandi successi ma anche, e soprattutto, di grandi soddisfazioni, che ci stanno facendo vivere momenti davvero belli, considerato che adesso, “teatralmente parlando”, in provincia siamo più conosciuti e che lo stesso vale per me in quanto autore delle tre opere rappresentate.
Tu Giuseppe, hai anche impersonato il Nardu della Pastorale sabettese del 6 gennaio, e spesso ne hai comunque interpretato uno dei protagonisti: non puoi stare lontano neanche dal teatro “itinerante”?
Il mio non è solo amore per il teatro e per la recitazione, ma c’è anche l’immancabile appuntamento col “6 gennaio” sabettese, al quale quest’anno ho partecipato per la ventunesima volta consecutiva, tra interpretazioni del protagonista Nardu o di altri personaggi: la passione è passione, anche tra “cardunara”, “suprastanti” e “cacciatura”.
Ringraziandoti per la tua gentile disponibilità, potresti anticipare ai lettori qualche progetto futuro al quale stai lavorando?
Non me ne vorrai tu e i lettori, ma rimango sempre fedele al mio motto: non anticipare mai niente. Di sicuro (e futuro) posso solo dirti che le risate non mancheranno mai.











