Appello ai parlamentari regionali agrigentini
Come è noto i Comuni, particolarmente quelli siciliani, accusano una condizione finanziaria decisamente precaria per via della riduzione dei trasferimenti e per l’aumentato costo dei servizi locali. Una condizione che spesso porta le Amministrazioni locali ad un passo dal dissesto finanziario con gravi ripercussioni per le comunità.
Da qui nasce la difficoltà dei Comuni del Consorzio agrigentino “Legalità e sviluppo” i quali non sono materialmente nelle condizioni di finanziare attività del CdA con le quote sociali stabilite all’atto della costituzione dello stesso.
Un impedimento che mette in discussione l’attività sviluppata dal Consorzio a favore di un proficuo utilizzo dei beni immobili confiscati dallo Stato alle “famiglie” di Cosa nostra, beni, che assegnati in gestione a cooperative, associazioni, enti in conformità allo spirito della normativa antimafia, stanno creando posti di lavoro in una terra a grave deficit di occupazione, soprattutto giovanile.
Appare doveroso sottolineare che per attività si intendono quelle istituzionalmente previste avendo la scrivente ed i due componenti il CdA rinunciato a qualsivoglia gettone di presenza o indennità ritenendo di dover offrire il personale contributo come attività di volontariato sociale.
E, altresì. doveroso sottolineare che altri Comuni, oltre quelli consorziati, avendo tra l’altro avuto assegnati beni confiscati alla mafia, vorrebbero aderire ma risultano impediti proprio dal costo della quota sociale.
A render più grave la situazione si aggiunge quest’anno il mancato riconoscimento da parte dell’Assessorato della Famiglia, delle Politiche sociali e delle Autonomie locali di quel contributo straordinario per le forme associative che fino all’anno scorso consentiva, anche se tra grandi difficoltà, di operare e di sostenere le attività.
Si tratta di una prospettiva negativa che mette in serio pericolo la prosecuzione di un’esperienza positiva e dell’intrapresa azione di recupero alla legalità di aree il cui sviluppo purtroppo è stato fortemente condizionato dalla presenza della criminalità mafiosa.
Per quanto sopra questo Consorzio si permette sottoporre alla valutazione dei parlamentari in indirizzo l’ipotesi di una richiesta, al Governo della Regione Siciliana ed al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, finalizzata alla concessione, ai quattro Consorzi per la gestione dei beni confiscati operanti in Sicilia, di un contributo annuale da corrispondere in via ordinaria nella misura modesta di 100mila euro annui per ciascuna struttura.
On. Maria Grazia Brandara
Presidente del CdA Consorzio agrigentino “Legalità e Sviluppo”











