Chiudiamo l’Italkali così tre turisti l’anno dormono tranquilli…
Lelio Castaldo
Nella nostra martoriata terra esistono pochissime rose nel deserto più buio. Una economia talmente bassa da fare spavento, povertà e disoccupazione alle stelle, futuro sempre più buio.
In questo buio spicca una rosa che brilla di luce propria; paradossalmente questa rosa è rappresentata da un prodotto cosidetto povero, dal valore quasi irrisorio; basti pensare che in qualsiasi supermercato il prodotto finito (confezione compresa) costa meno di un euro al chilogrammo.
Stiamo parlando del sale, condimento del quale nessun alimento prelibato o meno può farne a meno; la sua efficacia è talmente notevole che sul sale è stato anche inventato un proverbio; sostanzialmente recita in questo modo: il sale è opportuno ovunque.
Nei pressi di Realmonte c’è la miniera dell’Italkali, un buco di poche centinaia di metri che sprofonda nelle viscere della terra ; da questo fosso si estrae quel misero prodotto che vale come il petrolio.
Quasi centocinquanta dipendenti che con l’indotto arrivano ad un numero molto superiore; campano più di cinquecento persone ed in periodi meschini come quello che sta attraversando il nostro territorio, quella miniera rappresenta un volano non indifferente.
Ogni 24 ore vanno e vengono 150 camion che caricano quel minerale ; presto raggiungerà ogni angolo del mondo. Qualche numero: ad aspettare i camion dentro il porto da gennaio ad oggi sono state circa 140 navi. Non è roba da poco.
Con questi numeri non sembriamo nemmeno dalle nostre parti. Eppure, nonostante tantà bontà in fatto occupazionale, qualcuno sta cercando di disturbare questa preziosa risorsa. I proprietari di un isolato e pochissimo frequentato albergo situato nella zona si sono rivolti alla Federalberghi di Agrigento per protestare contro i rumori causati dal passaggio dei camion; tale circostanza disturberebbe il sonno dei turisti che “invadono”quell’hotel.
Addirittura è stata effettuata una raccolta di firme tra albergatori e commercianti per depositarla in prefettura; A prima vista sembrerebbe di parlare della affollata riviera adriatica; ed invece no. Stiamo parlando di un tratto di strada che interessa le campagne di Realmonte e il porto empedoclino. Provate ad immaginare quanti alberghi e quante attività commerciali insistono in quel tratto di strada. Roba da non crederci!
Di fatto la Federalberghi Agrigento ha protestato contro l’Italkali per risolvere il problema che inquieta il sonno di quel “flusso notevole” di turisti. Da precisare che l’unica struttura alberghiera presente nella zona ha aperto qualche anno addietro contro i 40 e passa dal giorno in cui un popolo minatori scende a centinaia di metri di profondità non solo per poter chiudere dignitosamente il fine mese ma anche per tenere alto il valore di uno dei rari fiori all’occhielo presente nel nostro territorio.
Come mai i proprietari dell’albergo non hanno previso durante la costruzione tutto quel “fracasso” che poteva creare il passaggio dei camion? Perchè ci stanno pensando soltanto adesso ad infastidirere l’ente minerario?
Federalberghi Agrigento, a dire il vero, non ha ancora brillato su alcune iniziative. Dopo il no secco alla tassa di soggiorno negli alberghi agrigentini adesso ha pensato bene di disturbare l’Italkali. Farebbe meglio, invece, a nostro modo di vedere, a rivolgersi all’Asi, alla capitaneria di Porto e al sindaco di Porto Empedocle Calogero Firetto. Tutti e tre si passano la palla della responsabilità da anni; c’è un’asse urbano che per squallidi motivi non è stato ancora completato. Opere incomplete, cattedrali nel deserto e fiumi di miliardi spesi inutilmente finiti nelle tasche dei soliti furboni dell’epoca senza che il nostro territorio potesse trarre alcun beneficio.
Magari chiudiamo l’Italkali così quei pochissimi turisti l’anno possano dormire sonni tranquilli? E magari Firetto, l’Asi e la Capitaneria di Porto continuano a girarsi dall’altra parte?
Abbattiamo il Colosseo di Roma; lì ogni giorno passano decine e decine di migliaia di autobus e autovetture che probabilmente “disturbano” la quiete del turista mentre immortala lo straordinario monumento! Abbattiamo la torre Eiffel di Parigi. Sotto i suoi archi ogni giorno passano milioni di autobus e autovetture; sarebbe un disturbo per la quiete dei turisti che anche in questo caso immortalano chilometri e chilometri di acciaio che si ergono verso il celo?
Sollecitiamo (e invitiamo anche federalberghi Agrigento a farlo) l’Asi e la capitaneria di Porto Empedocle attraverso il presidente ed il comandante. Sollecitiamo altresì anche il sindaco Firetto (ivitiamo anche Fderalberghi Agrigento a farlo) affinchè si dia una regolata per aggraziare la città empedoclina. Basta alberi ed aiuole (se continua con il verde Porto Empedocle si trasformerà in giungla). Adesso è venuto il tempo di spostare i soldini di mamma Enel (rigassificatore docet…) per investirli nella qualità di opere compensative in quell’asse maledetto, informe e deturpante che comprende quelle incompiute, tutte figlie di un marcato metodo da prima repubblica.
E’ stato spazzato via o no quel modo di fare politica?
Se è così diamoci da fare. Intanto salviamo l’Italkali; successivamente abbelliamo una mostruosità che comprende chilometri di costa e soprattutto non sarà più turbato il sonno di quei milioni e milioni di turisti che affollano quell’albergo durante l’anno.












Un servizio, questo del bravo Elio, che dovrebbe fare riflettere ? Possibile che in questa nostra martoriata terra – “pirandelliana” per quanto si voglia – debba accadere anche di questo ?