“Les nuits de Favonio”: intervista a Carmelo Sardo

di Antonio Fragapane

Lui è un volto noto al pubblico televisivo italiano, e agrigentino in particolare. Lo si ricorda ancora, infatti, condurre il Vg dell’emittente Teleacras. Adesso sono molte di più, e in tutta Italia, le case che riesce a raggiungere con la sua voce e il suo “mezzo busto”. Stiamo parlando di Carmelo Sardo, giornalista agrigentino da anni conduttore del Tg5 e che da qualche mese si ritrova tra le pagine e le recensioni letterarie col suo primo romanzo, “Vento di tramontana”, che non smette di regalargli forti emozioni e notevoli soddisfazioni. Lo abbiamo raggiunto in esclusiva per i lettori di perlacitta.it, e ci siamo fatti raccontare, tra le altre cose, come nasce e vive la sua nuova veste di scrittore.

Ciao Carmelo, il tuo esordio letterario, “Vento di tramontana”, ti ha dato l’ennesima soddisfazione: l’editore francese First ne ha acquistato i diritti e lo ha appena pubblicato in Francia, intitolandolo “Les nuits de Favonio”. Come ti senti ad essere tra i pochi autori italiani tradotti Oltralpe già alla loro opera prima?

Per un romanziere esordiente come me è stata un’emozione incredibile quando Mondadori mi ha informato che una delle più note case editrici francesi aveva chiesto i diritti di “Vento di tramontana”. Non ho neppure rilanciato sull’offerta. Ho subito accettato orgoglioso di essere tradotto peraltro da Anais Bokobza, una delle più grandi traduttrici, che devo dire ha fatto un lavoro straordinario perché non era facile trasportare alcune espressioni tipiche del dialetto siciliano alla lingua francese. Quando poi “Les nuits de Favonio” è uscito, con quella bellissima cover, ho provato una grande gioia nel vederlo accostato dalla stampa parigina a uno dei più grandi film francesi degli ultimi tempi “Un profeta”, ambientato proprio in un supercarcere.

Ma ritorniamo al romanzo, uscito nel 2010 per i tipi della Mondadori. Il protagonista, come è successo anche a te, è un militare di leva che si ritrova immerso in una complessa realtà, a lui completamente sconosciuta, quella di un carcere di massima sicurezza. A parte la chiara impronta autobiografica, come nasce l’idea sulla quale hai costruito il tuo lavoro di scrittura?

E’ successo che quattro anni fa ho casualmente ritrovato in un baule della mia casa agrigentina dove sono cresciuto, uno zaino dove dentro c’erano ancora i quattro quaderni che risalivano al periodo del mio servizio militare in cui annotavo tutto quello che successe in quei nove mesi di servizio nel supercarcere di Favignana. Non li rileggevo da quasi 25 anni ed è stata una grossa sorpresa e una grande emozione: lì ho capito che dentro potesse esserci un romanzo. Poi con la maturità professionale e la mia passione per la lettura e la scrittura, mi è venuto facile raccontare quelle storie e modificarne poi lo sviluppo attingendo alla fantasia del romanziere alimentata da anni e anni di letture di grandi scrittori sudamericani come Amado, Mutis, Borges, Munoz Molina, che mi hanno aiutato nel tratteggiare gli scenari aspri e ammalianti dell’isola di Favonio, Favignana nella realtà.

“Vento di tramontana”, romanzo caratterizzato da una prosa elegante, intimista e mai retorica, pur trattando un argomento a tratti “scivoloso”, nel 2010 ha vinto l’Alabarda d’oro-città di Trieste, premio letterario tra i più ambiti ed importanti in Italia. Adesso la pubblicazione in Francia: credo siano tutti forti stimoli per continuare a raccontare nuove storie a noi lettori.

Confesso che nonostante io faccia il giornalista da quasi trent’anni, e dunque la materia prima del mio lavoro è la scrittura, non avevo mai pensato a scrivere un libro. E quando è nata l’idea di questo romanzo, tutto mi aspettavo tranne che avesse un successo così. Anzi, temevo perfino che non potesse interessare a nessuno. Invece la stima dei lettori, i complimenti che mi sono giunti da ogni angolo d’Italia (e ora permettetemi di aggiungere, anche dalla Francia), e l’attribuzione di alcuni premi, tra cui appunto “Alabarda d’oro”, ma ricordo anche il premio “Vincenzo Licata”, il premio “Salvo Randone” e altri minori, mi hanno invogliato a continuare. E devo dire che la spinta è arrivata soprattutto da lettori sconosciuti, non tanto e non solo dagli amici. E posso anticiparvi che sono a buon punto con il secondo romanzo.

La tua carriera giornalistica inizia presso l’emittente agrigentina Teleacras, continua al Giornale di Sicilia e a L’Ora di Palermo. In seguito entri a far parte della redazione romana del programma “La cronaca in diretta”, per poi trasferirti a Milano e approdare al Tg5, il telegiornale dell’ammiraglia Mediaset: sembri decisamente un siciliano d’alto mare. Come definiresti il tuo rapporto con la tua terra d’origine?

L’hai detto, e l’hai detto bene. Sono un siciliano di mare, con l’animo però di scoglio. Perché come tutti i siciliani che lasciano l’isola, per un motivo o per un altro, restano appesi emotivamente e nostalgicamente a questa terra. Come dico sempre: ti accorgi solo andando via quanto ti manchi e quanto valga la Sicilia! Ma attenzione: la Sicilia per me è meravigliosa viverla nel ritorno di pochi giorni. Non sarei più capace di viverci. Dopo aver vissuto a Milano prima e a Roma ora, l’unica possibilità di ritorno in Sicilia la vedrei nella vecchiaia, in una casetta senza grandi pretese che guarda il mare, lontano dalle roboanti notti san leonine.

Ringraziandoti per la tua disponibilità e per il tempo concessoci, potresti svelare ai tuoi tanti lettori ed estimatori qualche tuo progetto futuro?

Le idee non mancano, concretizzarle non è mai facile. Per il momento sto scrivendo il secondo romanzo e ho già una grossa idea sul terzo. E resta in piedi l’ipotesi che “Vento di tramontana” diventi un film. Per uno come me che viene dalla periferia della periferia, mi sembra abbastanza e mi soddisfa oltremodo.

Condividi:
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Mixx
 
 

3 Responses articolo: ““Les nuits de Favonio”: intervista a Carmelo Sardo”

  1. antonina capodicasa

    Complimenti A Carmelo Sardo….

    #11331
  2. mirella

    Bellissima intervista! Bravo Antonio e belle le parole di Sardo! Siamo tanti a vivere nella periferia della periferia!

    #11337
  3. enzo60

    auguri a Carmelo Sardo da un suo compagno di scuola del ragioneria Foderà di Agrigento.Enzo SCIUME’.Ciao.

    #11396

Lascia un commento


Comitato Promotore delle Giornate per l'Economia del Mezzogiorno 2011
Stage e tirocini formativi in Confimpresa Euromed
Il bilancio 2011
del Presidente D'Orsi

Calendario

settembre: 2011
L M M G V S D
« ago   ott »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930