Il Ponte sullo Stretto e le implicazione che la struttura svolge per la realizzazione del Corridoio Berlino – Palermo
L’interessante dibattito che si sta sviluppando attorno alla necessità di mantenere in vita il progetto relativo al Corridoio 1 Berlino- Palermo, alla luce anche degli interventi del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo e dell’eurodeputato, Salvatore Iacolino, mi da l’occasione di riproporre una personale riflessione svolta a Catania il 12 dicembre 2006, nell’ambito della Conferenza “Mezzogiorno & Mediterraneo”sul tema: Il ponte sullo stretto di Messina trait d’union tra Corridoio Berlino-Palermo e Africa.
La sessione catanese è stata anche teatro della consegna delle targhe “Il Sud che funziona!”, riconoscimento con il quale Confimpresa Euromed ha premiato imprenditori e professionisti che svolgono la loro attività in un luogo particolarmente difficile quale è la Sicilia, e che nonostante tutto sono riusciti ad ottenere altissimi livelli di qualità e considerevole successo.
Un appuntamento nel quale sono stati discussi argomenti di grandissima attualità e rilevanza che si riferiscono al modello di sviluppo della Sicilia e al ruolo che a tale proposito potranno svolgere: il Mediterraneo ed il Mezzogiorno.
Un momento per analizzare lo scenario di quel tempo, soprattutto alla luce delle scelte operate dall’Unione Europea a partire dal libro bianco di Delors fino agli sviluppi del documento di Lisbona e, in ultimo, alle decisioni adottate recentemente dal Governo Centrale.
Una occasione per entrare nel merito della situazione contingente, prevedere gli sviluppi, presentare idee, esperienze e progetti perché il Mezzogiorno e la Sicilia, posizionati al centro del Mediterraneo, tornino a svolgere un ruolo da protagonista.
A tale proposito è utile sottolineare che non è possibile affrontare argomenti così importanti senza approcciare un discorso molto politicizzato come quello del Ponte sullo Stretto e,ovviamente, le implicazione che la struttura svolge per la realizzazione del Corridoio 1 Berlino – Palermo.
Tutti sanno che è una priorità Europea – il Parlamento di Strasburgo lo ha decretato il 21 aprile del 2004 – tutti sostengono che sia un’asse fortemente strategico, tutti premono affinché sia realizzato.
Ma forse tutti non sanno che questo Corridoio è principalmente un’asse ferroviario che non potrà vedere luce se non sarà colmata la discontinuità rappresentata dallo Stretto di Messina.
Senza questo collegamento stabile si cade inevitabilmente nel “nonsense” di traghettare treni ad alta velocità
I treni ad alta velocità, tipo Eurostar, non sono scomponibili e non possono entrare per intero nella stiva di una nave.
Dunque rinunciare al ponte significa rinunciare definitivamente all’alta velocità a sud di Napoli verso la Sicilia.
Ma la serietà impone di ricordare che con il ponte erano previsti, oltre agli interventi sulle autostrade Salerno – Reggio e Messina – Palermo, una serie di interventi sulle linee ferroviarie a sud di Napoli e il raddoppio della Messina – Palermo e della Messina – Catania.
Senza il ponte l’alta velocità in Sicilia sarà una chimera, senza il ponte svaniranno i suddetti interventi di potenziamento della rete per Calabria e Sicilia.
E tutto questo accade mentre nel Mediterraneo sta letteralmente esplodendo il traffico di merci, con ritmi di crescita enormi ed uniche opportunità impensabili.
Questo bacino è quindi una grande risorsa ma occorre domandarsi se al Mezzogiorno d’Italia basta avere una posizione geografica strategica per intercettare questi flussi.
E sono già in corsa gli spagnoli e i francesi, che spingono fortemente per la realizzazione di un nuovo corridoio ferroviario europeo che dovrebbe collegare, passando per i maggiori porti ispanici, Gibilterra al cuore dell’Europa centrale.
Il risultato? Facilmente intuibile, il Mezzogiorno d’Italia con i suoi porti resterebbe tagliato fuori dalla partita di scambi tra il Mediterraneo e l’Europa.
Con il ponte esiste la possibilità di dar vita ad un unico sistema che scambia container, sistemi aeroportuali, uomini, manager: il fulcro per far funzione insieme e mettere a sistema un grande distretto con milioni di abitanti, impianti industriali, attività commerciali ed Università.
Insomma è ormai chiaro che nei prossimi anni si giocheranno importanti partite trasportistiche che, come visto, potrebbero anche fare a meno del Sud della nostra Penisola.
Il vero nodo centrale della questione infrastrutturale e dello sviluppo economico correlato risiede nella capacità di mettere in condizione l’intero Mezzogiorno di poter intercettare i grandi flussi commerciali che l’area del Mediterraneo offre in maniera esponenziale.
Si tratta di un obiettivo concreto che deve essere realizzato tempestivamente, in anticipo rispetto a soluzioni sfavorevoli al Sud.
Questi segnali riguardano la possibilità di realizzare in una prima fase le cosiddette “opere a terra” comunque utili alla viabilità locale e regionale a prescindere dal ponte.
Nel frattempo bisogna vigilare e insistere in tutte le sedi affinché si proceda con i programmati interventi migliorativi sulle reti di trasporto del Mezzogiorno, in modo da arrivare ad un punto tale per cui fare il ponte sia solo un’ovvia e scontata operazione.
Alessio Lattuca
Presidente Confimpresa Euromed











