Ad Agrigento c’è il miracolo della politica
I disservizi devono esserci tutti nella città di Angelino Alfano, dove millenaria è la sua storia e turistica è la sua vocazione.
Ad Agrigento c’è il miracolo della politica che ha reso reale l’inverosimile.
In tema di scarichi, da diversi anni in città si assiste alle diatribe politico-giudiziarie sullo smaltimento dei reflui della città, sulla costruzione dei depuratori o addirittura all’assordante silenzio sull’assenza di fognatura nelle zone balneari di Cannatello Fiume Naro e Zingarello.
La polemica e le “pezze piccole” trovano spazio, mentre non c’è nemmeno l’odore di programmi e di una seria amministrazione del problema.
C’è tutta l’approssimazione e l’improvvisazione degli eroi della politica locale a scapito della tutela dei cittadini e della salvaguardia del territorio.
Vi proponiamo, a tal proposito, un “viaggio” su come il sindaco pensa di tutelare la salute dei cittadini.
Al Villaggio Mosè e al Quadrivio Spinasanta, dove esiste la fognatura e il depuratore è al massimo della capacità ricettiva, il sindaco con ordinanza n. 412 del 28 ottobre 2010 ha vietato l’autorizzazione a nuovi allacci fognari, anche per le costruzioni realizzate con i permessi edilizi ed urbanistici. E questo nonostante il Comune avesse incassato regolarmente gli oneri di urbanizzazione.
Chiusi gli allacci, l’alzata di ingegno della politica ha partorito l’autorizzazione alle nuove costruzioni attraverso l’utilizzo di sistemi diversi di contenimento dei reflui rispetto alle fognature come le “vasche a tenuta stagna”.
In pratica, ad Agrigento in tema di liquidi tutto si risolve con le vasche. La logica è: se per l’approvvigionamento idrico i cittadini hanno risolto il problema con le proprie cisterne, si può fare lo stesso con i reflui.
Ognuno li trattiene a casa propria e periodicamente li conferisce nei luoghi autorizzati. Se sono abituati a camminare in mezzo alla sporcizia si abitueranno a camminare in mezzo ai reflui.
In attesa della decisione dalla Corte di Giustizia Europea sulla mancata realizzazione dei depuratori in Sicilia, ad Agrigento è arrivato il momento di porsi delle domande.
Se nei centri abitati non ci si può allacciare alla fognatura, dove scaricheranno tutte le costruzioni realizzate recentemente e quelle in via di realizzazione?
E ancora. Quante sono le concessioni edilizie rilasciate negli ultimi anni senza autorizzazione allo scarico?
In attesa delle risposte, ci facciamo un’altra domanda e alla stessa diamo una risposta.
Perchè sono state rilasciate concessioni edilizie senza autorizzazioni allo scarico?
Il Comune deve fare cassa per non cadere nel dissesto economico. L’Utc deve rilasciare le licenze e incassare gli oneri e allora si organizza una conferenza di servizi e si “aggredisce” la problematica.
Si “aggredisce” la problematica con una conferenza di servizi come quella del 25 novembre del 2010, quando “a seguito della nota del dirigente del Settore VII prot. 8169/i del 25/11/2010 all’oggetto “Previsione di Bilancio” – si legge nella relazione comunale – viene tenuta apposita conferenza di servizio alla quale oltre al signor sindaco, partecipano il direttore generale, dottor Carmelo Burgio, il dirigente del Settore VII, ingegnere Sebastiano Di Francesco e il dirigente del Settore VIII, ingegnere Giuseppe Principato.
Vengono esaminate le questioni poste dall’ingegnere Di Francesco in ordine all’incidenza nel rilascio delle concessioni edilizie dell’autorizzazione allo scarico. In particolare l’ingegnere Di Francesco rileva che a norma del Regolamento edilizio la presenza nelle zone in cui vanno al insistere le nuove costruzioni impone l’allacciamento alla fognatura esistente, che con ordinanza sindacale n.412 del 28/10/2010, viene di fatto vietato”.
Che si fa?
“Da parte dell’ingegnere Principato – continua la relazione comunale – viene rilevato che per le nuove costruzioni possono essere utilizzati sistemi diversi di contenimento dei reflui che unitamente all’autorizzazione allo smaltimento presso siti autorizzati, potrà determinare il rilascio delle nuove concessioni ad edificare”.
Con il conforto del direttore generale la relazione si chiude con “si ritiene pertanto che dal suddetto esame vengono a cessare le motivazioni di cui alla nota 8169/i del 25/11/2010”.
E che ci voleva? Ad Agrigento i problemi ci sono ma non mancano le soluzioni per salvare le capre e i cavoli della politica e poco importa se si continua a violentare la cittadinanza.











