Dopo il Poliambulatorio, nel vecchio San Giovanni di Dio, la Cittadella della Salute e della Solidarietà

di Salvatore Pezzino

Finalmente il Poliambulatorio di Agrigento lascia i locali obsoleti ed inospitali di via Esseneto per trasferirsi in una parte dell’ex ospedale di via Giovanni XXIII, dove  sono stati completati anche gli ultimi di interventi di sistemazione e adeguamento.

Nel nuovo poliambulatorio disposto in due piani e dotato di parcheggio interno con una nuova illuminazione, sono state già installate le apparecchiature mediche e l’arredamento. Gli spazi occupati si estendono su quasi 1000 metri quadri degli oltre 12.000 complessivi del vecchio nosocomio.

Si tratta indubbiamente di una conquista per gli agrigentini che premia un impegno costante portato avanti da un ampio cartello sociale che da tempo ha sollecitato le autorità competenti affinchè si arrivasse a questa soluzione. Un primo passo che potrebbe spianare la strada ad un progetto più ambizioso e che vede in questo grande immobile il contenitore naturale per ospitare la ‘Cittadella della Salute e della Solidarietà’, con tutti quei servizi che fanno riferimento alla Medicina del Territorio compreso un PTA e un Punto di Pronto Soccorso.

Nel condivedere la soddisfazione degli attuali vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, tra cui il direttore generale Salvatore Olivieri, che ha definito il trasferimento del Poliambultorio, ‘un nuovo importante obiettivo nell’ambito del potenziamento e di una migliore offerta sanitaria’ è opportuno riconoscere la disponibilità incontrata nei dirigenti che negli anni passati si sono occupati della questione ma, soprattutto, è opportuno vigilare affinchè i locali ancora liberi dell’ex ospedale San Giovanni di Dio non vengano occupati per ospitare uffici come quelli della Motorizzazione Civile che provocherebbero non pochi disagi sia nell’area della struttura che per la viabilità del quartiere.

A parte questa controindicazione, che non è da sottovalutare, significherebbe con tale scelta(scellerata) fare sfumare definitivamente una grande opportunità per dotare la città di Agrigento di quei modelli  di assitenza sanitaria che la riforma ha disegnato e che nel territorio non si possono allocare in altri immobili con simili caratteristiche.

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