Berlusconi e Alfano:”Nella lotta alla mafia non ci accontentiamo e andiamo avanti”

di Redazione

Il giudice Giovanni Falcone  e’ ”divenuto uno dei simboli della lotta alla criminalita’ organizzata nel nostro Paese. Restera’ sempre nei nostri cuori”. E’ quanto si legge nel telegramma che il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusoni, in occasione della strage di Capaci, ha inviato al Prefetto di Palermo per ricordare le vittime dell’attentato di Capaci, il giudice Falcone, la moglie Francesca, gli uomini della scorta. Il premier ha inoltre espresso a nome suo e di tutto il governo la sentita partecipazione.

“Noi non ci accontentiamo e andiamo avanti, al prossimo Consiglio dei ministri portero’ il nuovo codice antimafia”. Ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano arrivando all’aula bunker di Palermo per commemorare Giovanni Falcone. “Il codice antimafia prevede una sistematica raccolta e un rafforzamento delle norme che finora come ceneri e lapilli sono state disperse nell’ambito dell’ordinamento -ha aggiunto Alfano- e sono venute fuori negli ultimi ventanni. Noi abbiamo scelto la strada di un codice, era un risultato tanto atteso da tanto tempo che finalmente vedra’ la luce. Si muove nella logica di una legislazione dura che noi abbiamo adottato fin dal primo consiglio dei ministri a Napoli nel maggio del 2008 e il governo Berlusconi ha avuto una rotta chiara con la mafia e i pilastri sono stati tre e hanno avuto tutti dei risultati: il primo e’ stato la cattura dei latitanti, la loro reclusione al 41 bis e l’altra grande scelta e’ stata l’aggressione ai patrimoni dei mafiosi”.

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