La CGIL: a proposito di Lampedusa

di (vedi sotto)

di Mariella Lo Bello

Mentre il Mediterraneo si conferma, purtroppo, cimitero galleggiante, l’Europa rinnega le sue radici cristiane (pretese per definizione nella sua carta Costituzionale dai Popolari europei), lasciando all’Italia il grave peso conseguente ad  un esodo dal continente africano, che mette a rischio quella che sino ad ora è stata la convivenza tra italiani e migranti.

Agrigento ha avuto sempre un cuore cristiano, aperto ai musulmani che abitano la  provincia.

Eppure c’è chi sfrutta il loro povero lavoro in attività o rifiutate dagli indigeni o riservato ai migranti per non pagare il giusto prezzo contrattuale, così come ci sono speculazioni di proprietari di vecchi “catoi” per affitti illegali di abitazioni fatiscenti.

Bisogna riconoscere, tuttavia, che tra Caritas, Mensa della solidarietà, Parrocchie, Associazioni si è cercato di alleviare il dolore di una vita da “migrante” in terra straniera che, alla constatazione dei fatti, non è il paradiso terreno che la ingannevole televisione lancia oltre il mediterraneo.

Ma come si fa a non ricordare il naufragio davanti la costa di Realmonte, il soccorso coraggioso delle forze dell’ordine ed i tanti atti di solidarietà  delle persone e delle famiglie?

Il permesso provvisorio di soggiorno è un “salvacondotto” a tempo determinato che rinvia il problema di dare accoglienza a chi spera nell’Europa.

Credo che i deputati italiani al Parlamento europeo abbiano fatto poco, così come il Governo nazionale e regionale.

La chiesa … forse oggi solo la chiesa. Il PAPA è l’unico che possa scuotere e richiamare la coscienza cristiana dell’UE, ricordando le tante ferite coloniali e nuove che sono state impresse dall’Europa all’Africa.

Servono sicuramente gli accordi tra UE ed i Paesi sconvolti dalle guerre civili per aiutare lo sviluppo della democrazia, l’affermazione della pace, anche, per evitare che tante persone fuggano e continuino a fuggire da quei luoghi di morti e di feriti nel corpo e nell’anima: serve aiutarli a vivere meglio nel loro Paese per diritto civile, ma anche per evitare un’altra diaspora.

La CGIL ha aperto a Lampedusa, senza l’accensione di riflettori televisivi e giornalistici, una camera del lavoro (intitolata a Gaetano Costanza, un pescatore lampedusano, morto in mare, e ricordato come “sindacalista per caso” della sua categoria,  dai tanti che lo ricordano ancora) per dare un contributo di informazione e di indirizzo ai migranti che, ovunque vadano in Italia, vi troveranno una CGIL aperta.

Ma, anche, per dare ai lampedusani, comunità che possiede un grande sentimento di accoglienza, una sede dove trovare una tutela ai diritti di cittadinanza e di lavoro negati.

Credo che, anche per questa via, la CGIL provi a fare la sua parte.

Mariella Lo Bello

Segretario generale CGIL della provincia di Agrigento

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