L’Ars approva, in via definitiva, la riforma elettorale per i comuni e le province
L’Assemblea regionale siciliana ha approvato in via definitiva le leggi sulla semplificazione amministrativa e sulla riforma elettorale per i comuni e le province. I lavori d’aula sono terminati a tarda sera dopo un lungo e a tratti teso confronto sulla legge elettorale tra i deputati della maggioranza che sostiene il governo Lombardo e i parlamentari dell’opposizione. La legge sulla trasparenza amministrativa, e’ stata esitata all’ unanimita’ con 63 voti favorevoli; la riforma elettorale ha ottenuto 47 si’, 15 no e 2 astensioni.
In sostanza la Sicilia avrà tre sistemi diversi per l’elezione del sindaco e dei consigli comunali. Nei Comuni fino a diecimila abitanti verrà adottato il sistema maggioritario, mentre nelle città oltre i quindicimila verrà utilizzato il proporzionale con l’eventuale turno di ballottaggio. Un terzo sistema è stato individuato per i Comuni con una popolazione che va da diecimila a quindicimila abitanti: il proporzionale a turno unico. Le nuove norme elettorali entreranno in vigore a partire dal 2012. Il ddl, riscritto in 26 articoli da un maxiemendamento bipartisan approvato dall’Aula, è il frutto di una lunga mediazione tra maggioranza e opposizione andata avanti per tutta la giornata a Palazzo dei Normanni, con il Pdl che alla fine ha dato il suo assenso all’introduzione del voto confermativo per il candidato sindaco.
Il Pdl ha portato a casa l’introduzione del proporzionale a turno unico nella fascia dei Comuni medio-piccoli. Soddisfatto anche il Partito democratico, che riesce a mandare in soffitta il cosiddetto “effetto trascinamento” che, a suo dire, era stato il vero asso nella manica del centrodestra negli anni scorsi. Oltre al consigliere comunale, quindi, l’elettore dovrà esprimere nella stessa scheda, ma “separatamente”, anche il voto per il candidato sindaco.











