Caro Presidente Lombardo: ecco cos’è successo a Favara nel 2010
Bentornato Presidente Lombardo.
Bentornato a Favara, paese piegato ma non sottomesso, paese di gente perbene che dispensa voti in gran quantità a tanti politici nella speranza, ahinoi, di azzeccarne qualcuno che se ne ricordi.
Bentornato in paese ad un anno dalla tragedia del 23 gennaio 2010 per ricordare la memoria delle sorelline Bellavia e con loro tutte le famiglie ancora sfollate dalle proprie case. Bentornato per rendersi conto personalmente di quanto è stato fatto. Vedrà con i suoi occhi lo scempio perpetrato a ciò che un tempo era un bellissimo centro storico, con le sue viuzze, i cortili, i palazzi nobiliari e le dignitose abitazioni della gente normale. Vedrà tante case abbattute che hanno sepolto la memoria di un popolo, i giochi dei bambini. Vedrà le stesse transenne che ha lasciato, le strade ancora chiuse e quelle riaperte a metà, vedrà i muri alzati in fretta che hanno trasformata intere zone in cimiteri, ahinoi, destinati a lunga vita.
Le diranno che il Comune ha lavorato giorno e notte senza sosta tanto che il voto più alto, 95 su 100, è stato attribuito all’unanimità proprio all’Ufficio Tecnico.
Le diranno che l’Amministrazione Comunale (ma quale?) si è mossa per cielo per terra e per mare, ma che purtroppo ha trovato porte chiuse per reperire i fondi destinati alla ricostruzione.
Le diranno che i consiglieri comunali hanno dedicato centinaia e centinaia di ore in dibattiti e proposte, ma anche loro purtroppo si sono dovuti arrendere all’evidenza del “qui non c’è una lira”.
Le faranno trovare arredi di primordine al Palazzo di Città per farLa sentire a suo agio e osserverà con compiacimento l’avanzata tecnologica dell’intero consiglio comunale dotato di 30 pc portatili.
Le raccomanderanno di dare una spinta per il collaudo del complesso di Piazza Giarritella perché a Palermo qualche “funzionario farabutto” pretende il rispetto della sua naturale destinazione.
Le diranno di stare tranquillo, tanto a Favara nessuno protesta e La rassicureranno sull’innocuità della stampa locale perché denuncia e protesta, tanto “deve fare il suo mestiere”. Forse timidamente e sommessamente Le faranno un accenno, così per dire, se ci sono notizie del milione e seicentomila euro per i 56 alloggi popolari ancora da assegnare, ma stia tranquillo, non glieli faranno vedere. Non si addicono certe cose al Governatore
Presidente Lombardo, non dia ascolto a coloro che Le consigliano cose sbagliate per questo paese. La delocalizzazione può andar bene per zone come Giampilieri, ma se Favara viene privata del suo centro storico Lei passerà alla Storia come quel certo Nerone che pretendeva di sentirsi dire bravo da Seneca e a cui piacevano le alte fiamme del fuoco. Favara ha già subito la barbara delocalizzazione dell’abusivismo edilizio all’insegna del “mura e futtitinni”. Ci piacerebbe invece che ci ricordassimo di Lei come il Presidente che viene a controllare dopo che ha finalmente deciso di prendere in mano lo Statuto Autonomo della Regione Siciliana, l’unica arma concreta che può rilanciare definitivamente le sorti della nostra Isola. Se così sarà i siciliani potranno riprendersi il maltolto che i padri costituenti hanno loro riconosciuto in seguito ad una Unificazione d’Italia che li aveva resi una colonia da sfruttare. Se questa è la sua vera scommessa “Benvenuto Presidente!”.











