In vista dell’approvazione del ddl sull’università, Gelmini scrive una lettera aperta al Corriere della Sera

di Redazione
Sono tornati in piazza  gli studenti italiani, in tante città, in vista dell’approvazione definitiva al Senato del  ddl di riforma dell’università. Ovviamente il clou della manifestazione di contrarietà alla riforma Gelmini, come sempre, è stato a Roma, anche se questa volta la protesta dovrebbe essere diversa rispetto alle azioni violente che si sono registrate il 14 dicembre nel centro di Roma. A Palermo si sono registrati alcuni scontri tra forze dell’ordine e manifestanti che hanno cercato di fare irruzione nella sede della Regione e poi hanno lanciato pietre contro la questura. Intanto il ministro ha scritto una lettera al “Corriere della Sera.
”Il disagio di parte del mondo giovanile merita adeguate risposte da chi ha responsabilita’ di governo. La stessa responsabilita’ pero’ impone preliminarmente il dovere della verita’ e non consente proposte demagogiche impossibili da realizzare”. Il ministro sostiene che ”e’ innegabile che, oggi, le aspettative dei giovani siano peggiori di quelle dei loro padri. Continuare a rimandare le decisioni significa solo lasciar persistere un vuoto. Concordo pienamente che istruzione, lavoro e welfare – sottolinea la Gelmini – siano i punti fondamentali per delineare corrette politiche in favore delle nuove generazioni. Su questi stessi temi infatti abbiamo ragionato, per assicurare ai nostri ragazzi le tutele e le garanzie necessarie per affrontare il mondo del lavoro”. La riforma dell’istruzione tecnica e professionale, ad esempio, rileva la Gelmini, ”punta all’innalzamento della qualita’ della formazione, per combattere l’abbandono scolastico e creare professionalita’ necessarie al mondo del lavoro”.

La Gelmini prosegue nella lettera sottolineando che ”c’e’ poi il rilancio dell’apprendistato, anche per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione a partire dai 15 anni. Viene realizzata cosi’ una piena integrazione tra scuola e lavoro, attraverso un vero contratto e un percorso formativo che consente l’acquisizione di una qualifica professionale. E’ stata introdotta – continua – l’Istruzione tecnica superiore, alternativa all’universita’, gestita da fondazioni in cui coesistono istituti tecnici, atenei, enti locali ed imprese. Con la promozione degli Its, abbiamo anche proposto il raccordo con i fondi di formazione interprofessionale di emanazione delle organizzazioni sindacali e datoriali, proprio per favorire la diffusione delle esperienze di welfare aziendale, citate da Di Vico e Ferrera”.

Anche nei provvedimenti anticrisi del governo, assicura la Gelmini, ”e’ stata promossa la formazione dei lavoratori sospesi dal lavoro, per garantirne l’aggiornamento o la riqualificazione. Infine, la riforma dell’universita’ e’ un passo avanti necessario verso il merito, la trasparenza e il diritto allo studio. In questi due anni il confronto con tutto il mondo accademico non e’ mai mancato. Ridare dignita’ e spendibilita’ ai titoli universitari italiani e’ indispensabile. La riforma – conclude – e’ urgente anche per questo”.

A Roma e nel resto d’Italia sono partiti i primi cortei. Niente assalto alla zona rossa, hanno comunicato gli studenti che manifestano nella capitale. nonostante “il clima provocatorio avuto dalla questura in questi giorni”, hanno spiegato. Lo slogan dei blitz di oggi è ‘liberi per la città’. Gli studenti si sposteranno per la città, seguendo un percorso da definire: tra le possibili opzioni, quella al ministero dell’Istruzione in Viale Trastevere.
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