Mare agitato al Sud: Forza sei.
Giuseppe Alonge
Arriva l’uragano Micciché.
Così Gianfranco Micciché, comodamente seduto a sala d’Ercole, annuncia ai siciliani che è nata una nuova formazione politica: Forza del Sud.
Chi l’avrebbe mai detto! E i siciliani fino a ieri non ne sapevano niente.
Normalmente i movimenti non nascono dal basso come esigenza della gente? Cose del nostro tempo. Ormai la politica è allo sbando “e cu piglia un surcu è so” chi diventa paladino dell’Italia di domani, chi pensa al futuro e alla libertà, chi si improvvisa sudista solo perché è nato a Palermo, chi imita o pretende di imitare la lega del Nord, chi butta acqua nella palude e nell’acquitrino pur di
stare a galla.
Un tempo il siciliano al Nord faceva in fretta ad acquisire anche l’inflessione lumbarda o piemontese per non farsi discriminare, perché ci si vergognava di essere meridionali. Ora finalmente c’è chi è orgoglioso e si vanta di essere siciliano. Ora troppi sono innamorati del Sud e sono orgogliosi di essere meridionali.
Peccato che tutto questo è “scrusciu di carta assà e cubaita nenti”; peccato che è solo una vernice per coprire i contenuti, storia, animo, costumi, usi, abitudini, dialetti, dei siciliani.
Peccato che è solo ricerca di potere, strategia per restare a galla e furberie del momento e di un’epoca senza punti di riferimento, con la bussola impazzita che segna Nord – Sud Sud – Nord, invertendo spesso il campo magnetico. E noi siciliani che ruolo abbiamo?
Come sempre subiamo le decisioni degli altri, gli avvenimenti ci scivolano addosso, e basta che qualcuno ce li ripeta un paio di volte e finiamo col crederli verità.
Scriviamo queste cose con amarezza, perché restiamo senza parole quando apprendiamo che gente al di sopra di ogni sospetto sudista ad un tratto diventa paladino dei siciliani.
Diceva Cassandra davanti al cavallo di legno alla fine dell’assedio di Troia: Non mi fido dei greci neanche quando fanno dono agli Dei.
E noi siciliani perchè dovremmo fidarci di Gianfranco Micciché?












GIANFRANCO LIPAROTO FUTURO GOVERNATORE DELLA TRINACRIA
Già Virgilio “I° secolo a.c.” nell’Eneide libro III e VI aveva scritto, in epoche senza tempo, fantasiose e mitologiche attraverso le profezie della Sibilla Cumana, l’avvento di un Gianfranco Liparoto a Governatore della Trinacria.
Un Liparoto dice letteralmente la Sibilla, avrà origini akragantini ma il suo destino sarà altrove per il bene “SUO” e opererà quando Nettuno comanda.
Il Conte di Cagliostro, ovvero Nostradamus, palermitano di origine impostore di professione nella quarta parte della decima centuria parla di un veggente e di un potente, di professione imponitore che farà la spola tra Palermo, Roma ed Arcore. Sarà pubblicista, politico, oratore, adulatore, mentore, opererà tra la fine del XX secolo e inizi del XXI. Irrequieto, discolo, non va per il sottile, spara a brucia pelo anche se sono CAZZATE. Il suo giardino fiorirà quando seccheranno le aiuole curate da giardinieri esperti che per superficialità e fretta taglieranno le radici alle rose.
Giancarlo Liparoto si legge nell’ultima profezia risalente al 12 Ottobre 2010 nel Palazzo dei Normanni che i post comunisti non sanno governare e la gente per questo non ha voluto mai farli vingere. Per vingere ci vuole inganno, truffe, latrocinio e promesse e poi parole, parole e parole….. fino alla canzone di Mina e Alberto Lupo.
si placa l uragano micciche uno mineo