Per Confimpresa, il Mezzogiorno d’Italia può diventare attore di sviluppo

di Redazione

Con una lettera indirizzata al Governo nazionale, tramite il Ministro Giulio Tremonti, e a quello regionale, il presidente di Confimpresa-Euromed, Alessio Lattuca, si ricollega ad una precedente missiva inviata esattamente cinque anni fa, al vice presidente del Consiglio dei Ministri dell’epoca, nella quale si evidenziava come la valorizzazione, la competitività del territorio e l’innovazione tecnologica si confermano settori fondamentali per la modernizzazione del Paese.

“Facendo professione d’ottimismo – scrive Lattuca – recuperavo in positivo le linee di politica economica sposate dal Governo e in tale ottica, immaginavo che il Mezzogiorno d’Italia potesse divenire attore di sviluppo, attraverso gli strumenti di pianificazione e di marketing territoriale, e attraverso la ridefinizione dei rapporti tra tutti coloro che hanno responsabilità nella programmazione”.

“Atteso che il tema del sostegno agli investimenti nelle aree deboli – continua – necessita di un approccio che dovrà concorrere alla individuazione di risorse concrete, strumenti e competenze, e dovrà favorire l’emergere di una diversa idea di Mezzogiorno diretta a creare nell’area debole, un ambiente idoneo allo sviluppo, con vivo compiacimento oggi riscontro nelle azioni politiche messe in campo dal Suo Ministero diversi spunti richiamati nell’analisi da me formulata ben cinque anni prima”.

!Mi permetto questa citazione, che può apparire autoreferenziale, per esprimere un plauso – aggiunge il presidente di Confimpresa-Euromed – al Suo operato ma anche per richiamare il contributo che la nostra Associazione offre al dibattito più complessivo per lo sviluppo del Paese. Oggi valuto con un atteggiamento di speranza le affermazioni secondo cui si può aprire una seconda fase dopo quella del risanamento e per quindi procedere verso  comportamenti e decisioni che procedono, specialmente al Sud, in direzione di un concreto sviluppo infrastrutturale come precondizione dello sviluppo socio economico. Comportamenti e decisioni capaci di affrontare il tema occupazionale, riservando il dovuto peso al ruolo propulsivo che deve assumere la piccola e media impresa”.

“Nessuno meglio di Lei – sottolinea Alessio Lattuca – sa quali nuovi elementi introducono nel sistema del credito le novità di Basilea 3 ed è per questo che dal Ministro dell’Economia si attendono scelte che intercettino la tendenza di un sistema bancario che ha sempre lucrato sul Mezzogiorno, in modo da creare un diverso contesto nel quale  la crescita del Sud venga assunta come priorità”.

“Dopo cinque anni -conclude il presidente Lattuca  – rimango convinto che la questione credito e una seria politica di fiscalità di vantaggio rimangono strade obbligate per rendere competitivo il Mezzogiorno, così anche come è vero che la buona moneta scaccia quella cattiva, tanto per sfiorare soltanto  le problematiche afferenti le infiltrazioni della mafia e gli interessi della criminalità organizzata nel contesto sociale, economico ed istituzionale di quest’area del Paese.Valutare i punti di debolezza, capire il contesto e individuare le strategie: rappresenta la reale condizione per lo sviluppo ed è la sfida che la politica deve accettare e vincere”.

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One Response articolo: “Per Confimpresa, il Mezzogiorno d’Italia può diventare attore di sviluppo”

  1. federica leone

    Per diventare attore dello sviluppo il mezzogiorno ha bisogno di una nuova classe dirigente e di politici meno ascari e meno finti-autonomisti!!!!

    #2976

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