A Favara stanno scrivendo una pagina nera
Favara alla deriva, senza controllo e senza prospettive. Si vive alla giornata e mentre alcuni invocano il buon senso, altri si mettono di traverso con il risultato della paralisi totale.
Ora abbiamo capito che cos’era il nuovo giorno che l’oratore con ardore e con foga annunciava durante la campagna elettorale di tre anni fa. Giorni neri, senza identità, pieni di insidie, di minacce, di rappresaglie, di avvertimenti.
L’attentato alla macchina dell’ex assessore Joseph Zambito è l’ultimo in ordine di tempo. A Joseph Zambito va la nostra più sincera solidarietà e la nostra simpatia per essersi reso sempre disponibile nel servire la collettività tutte le volte che è stato chiamato a ricoprire la carica di assessore.
Bisogna comunque smuovere le acque della palude, magari convocando un consiglio straordinario, invitando la città a partecipare ai lavori, creando laboratori di idee che possano arricchire o quanto meno chiarirle, perché ormai la politica è preda della più totale confusione. Il Sindaco pare che aspetti che i partiti gli confezionino una nuova giunta; i partiti ormai sono PARTITI per strade diverse, tortuose e spesso antitetiche. Nessuno vuole fare un passo indietro, tutti hanno ragione e tutti fanno calcoli con il bilancino su quello che avverrà domani o mai. Alleanze che dopo il semplice concepimento abortiscono. Silenzio assordante, servizi saltati, in una parola regna il VUOTO. Bastano comunque sei consiglieri per convocare un consiglio straordinario per informare la città sullo stato delle trattative, sulle ragioni che ostano alla nascita dell’ennesima giunta.
Signor Sindaco, Signori Consiglieri ve lo chiediamo ad alta voce, perché abbiamo il diritto di sapere. Trentacinquemila abitanti non possono essere lasciati nel più completo abbandono, nel più assordante silenzio. LA COSA PUBBLICA NON E’ COSA VOSTRA.
Questo avvitamento porterà alla più totale confusione, aumenterà la violenza morale e materiale, continueranno le intimidazioni, i bordi delle strade si ingrosseranno di sacchetti di rifiuti, i cassonetti bruceranno sempre più e chi ancora in maniera civile vorrà depositare il rifiuto solido nell’apposito contenitore, dovrà misurarsi con forza con gli altri cittadini che civilmente hanno accettato di ospitare nei propri paraggi il famigerato e conteso cassonetto. Signor Sindaco, Signori Consiglieri se proprio non riuscite a trovare alcuna intesa, come società civile Vi consigliamo quello a cui tutti state pensando: rimettete il mandato
Prof. Giuseppe Alonge












