Vince la Samp, ma passa il Werder

di (vedi sotto)

Gabriele Marotta

La Sampdoria non c’è l’ha fatta: a passare il turno è il Werder Brema, anche se sconfitto per 3 a 2.

Un risultato che ha il sapore della beffa dopo che i blucerchiati conducevano per 3 reti a 0, quando mancavano solo 2 minuti alla fine del match.

Un match iniziato sotto i migliori auspici per gli uomini di Di Carlo, che di fronte al pubblico amico allestito per le grandi occasioni, si portava in vantaggio all’8 minuto del primo tempo con un’inzuccata di testa del bomber Pazzini su cross di Cassano.

Cinque minuti dopo, al 13 è ancora il “Pazzo” ad inventarsi il raddoppio con un tiro al volo che sorprende il portiere avversario Wiese su assist di Stankevicius.

A quel punto la Samp aveva annullato in soli 15 minuti il gap dell’andata:

eppure Cassano e compagni non si sono fermati lì, ma hanno continuato a spingere e ad attaccare sorretti da un Marassi che sentiva già profumo d’impresa.

Il primo tempo intanto si concludeva con il solito e scatenato Pazzini, il cui colpo di testa veniva salvato sulla linea di porta da un difensore avversario, negandogli così la gioia del terzo gol.

Nella ripresa il Werder iniziava a prendere confidenza con il terreno di gioco dopo aver assistito da spettatore non pagante al primo tempo.

Di conseguenza la squadra di Garrone iniziava a concedere qualcosa di troppo all’avversario, sino a che Fantantonio all’85 minuto di gioco si inventa il terzo gol della serata con un delizioso colpo di tacco su assist di Semioli in sospetto fuorigioco.

Sembrava finita, e invece al 3 minuto dei 5 di recupero concessi dall’arbitro, ecco il gol dei tedeschi con Rosenberg che prolunga la sfida ai supplementari.

A quel punto la Sampdoria, priva di forza cercava di limitare i danni ma Pizarro al 10 del primo tempo supplementare spegneva definitivamente ogni effimera speranza.

Alla Samp non resta altro che la buona prestazione offerta, mentre si dovrà accontentare della partecipazione all’Europa League.

Commoventi a fine gara i cori e gli applausi tributati dai tifosi doriani ai loro “ragazzi”, che hanno lasciato il campo a testa alta.

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