La moglie del Prefetto lascia Agrigento e saluta la città

di Cecilia Gaetani
Intervista a Carmelina Ambrosino Postiglione
di Cecilia Gaetani

Apre la porta d’ingresso dell’alloggio prefettizio e con un gran sorriso ci invita ad entrare. E’ una donna elegante, saggia, umile e allo stesso tempo autorevole Carmelina Ambrosino, moglie del Prefetto Umberto Postiglione, che oggi lascerà Agrigento per trasferirsi a Roma. Un cambiamento di sede necessario per seguire suo marito, che a fine agosto andrà a ricoprire un delicato incarico presso il Ministero dell’Interno.

E’ affabile e cordiale la “signora Carmelina” (così come viene chiamata in città, ndr) ma dal piglio deciso. Una persona dalle idee chiare che non ama i protagonismi e che, se necessario, riesce a comunicare il suo disappunto con un savoir faire tale da disarmare qualunque antagonista.

Ha vissuto nella Città dei Templi poco più di due anni  e nonostante la sua intensa attività di volontariato, o la presenza ai numerosi eventi che l’hanno vista al centro dell’attenzione, non ha mai rilasciato interviste.

Oggi ha deciso di affidare al nostro portale d’informazione le sue parole di commiato, rivolte ad una città che ha amato, che ama e che “…non smetterò mai di amare”. Gli agrigentini la stimano per la sua operosità ma sanno poco della sua vita privata.

 

Chi è Carmelina Ambrosino?

“Sono orgogliosamente Procidana, figlia di un dirigente delle Imposte di Consumo che per via del suo lavoro si spostava continuamente, per cui ho vissuto in diverse province della Campania. Amo Internet e la musica e ogni tanto suono il pianoforte. Mi piace cucinare e la mia specialità è la pasticceria napoletana. In casa mia non mancano mai: la pastiera a Pasqua, gli struffoli a Natale e il Babà tutto l’anno! Inoltre spesso preparo a mio marito il suo piatto preferito, ovvero la pasta e fagioli che noi napoletani cuciniamo in maniera diversa dai siciliani. La nostra non è una minestra ma un piatto cremoso in cui i fagioli si fondono con la pasta. Essendo un’isolana di Procida, dove ho una casa in cui torno quando mi è possibile, mi sono subito innamorata della Sicilia ed in particolare di Agrigento, una città in cui mi sono sentita a casa mia e dove lascio un pezzetto di cuore”.

Quale consiglio si sente di dare agli agrigentini?

“Sono troppo rassegnati e subiscono in silenzio, invece Agrigento ha bisogno di essere coltivata dai suoi abitanti perché ha tutti i numeri per emergere e diventare un posto straordinario. Per raggiungere questo obiettivo, però, è necessario che ognuno faccia la sua parte, senza limiti di età o di importanza sociale. Procedendo a piccoli passi si può andare molto lontano”.

Qual è la persona di Agrigento con cui ha legato di più e che ricorderà maggiormente?

“Non ho dubbi: Maria Zambuto Parisi (la madre del sindaco di Agrigento, ndr) una donna eccezionale che mi ha fatto apprezzare la sicilianità e che mi mancherà moltissimo. Grazie a lei non mi sono mai sentita un’estranea. E’ una persona buona, intelligente, che vive per gli altri. L’ho conosciuta per via del suo ruolo (è presidente della componente femminile della Croce Rossa di Agrigento) ed è stata il mio tramite per l’integrazione in questa città che mi affascina e in cui voglio acquistare una casa per poterci tornare quando mio marito andrà in pensione”.

Gli occhi della moglie del Prefetto diventano lucidi. Per sdrammatizzare, l’intervista prende un piega diversa.

Molti ad Agrigento pensano che lei assomigli a Sophia Loren. Nota questa similitudine?

“Sinceramente no. Forse è la mia napoletanità che mi fa somigliare ad un’attrice così bella e importante. Di certo per me questo è un complimento straordinario ma non credo di meritarlo”.

Mentre versa il caffè e offre il suo famoso Babà (davvero delizioso, ndr), racconta ancora di sé: della sua passione per la lingua spagnola, che ormai grazie allo studio parla correntemente; della sua timidezza che cerca di mascherare; della speranza che anche a Roma, dove torna a vivere per la seconda volta, possa trovarsi bene; del suo unico figlio adorato, ormai adulto che vive per conto proprio; dell’esperienza decennale come primo cittadino di Angri (in provincia di Salerno) di suo marito; del giorno in cui al mare, ancora adolescente, lo conobbe; dell’immensa stima nei suoi confronti e del grande amore che non si è mai affievolito.

Un’intervista che si trasforma in piacevole conversazione e che denota la semplicità di una persona che, al contrario di tante “mogli blasonate”, non sa cosa sia la superbia.

Un detto vuole che dietro ogni grande uomo ci sia una grande donna. Carmelina Ambrosino è di certo la conferma di quanto sia veritiera questa massima e la città di Agrigento, commossa, rivolge il suo “arrivederci” ad una persona che difficilmente verrà dimenticata.

Cecilia Gaetani

La Signora Postiglione al piano

La Sig.ra Postiglione e il suo quadro preferito

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2 Responses articolo: “La moglie del Prefetto lascia Agrigento e saluta la città”

  1. Gaetano Gaziano

    La signora Carmelina Ambrosino (vedi foto), moglie dell’ex prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione, in un’intervista rilasciata a una redattrice di un giornale on line, ha affermato che gli “agrigentini sono troppo rassegnati e subiscono in silenzio”.
    Eh no, gentile signora, lei si sbaglia! E le spiego anche perché.
    Dal suo dorato osservatorio prefettizio, lei è stata abituata a vedere una particolare categoria di agrigentini: quelli sempre con la schiena prona a 90 gradi, quella borghesia agrigentina che ha anche applaudito il suo “augusto” consorte mentre “declamava” i “pregi” del rigassificatore sotto la Valle dei Templi di Agrigento in una cena conviviale di un club service agrigentino, cena pagata dai supporters del rigassificatore (ma che bella borghesia accattona…). Lei ha visto suo marito, in diverse circostanze, “promuovere” il rigassificatore, come apportatore di sicuro sviluppo economico alla provincia di Agrigento, accompagnato sempre dal consenso di “sudditi” plaudenti.
    Sarà certamente per la supina acquiescenza di questi “agrigentini” che lei si è formata l’idea falsa che Agrigento è una città “rassegnata che subisce in silenzio”. Ma, mi creda, questi “agrigentini” non rappresentano la nostra città. Lei avrebbe dovuto allargare il suo osservatorio e certamente si sarebbe accorta di quei 7000 agrigentini, dalla schiena dritta, che hanno gridato, in un apposito referendum, un perentorio NO al rigassificatore.
    La sua visione è stata falsata certamente anche dal comportamento dei nostri politici che, salvo rarissime eccezioni, hanno sostenuto a spada tratta l’ecomostro al confine del nostro parco archeologico. Solo qualcuno all’inizio di questa storia si dichiarò timidamente contrario, per rientrare immediatamente tra la schiera dei favorevoli, “folgorato” sulla via del rigassificatore. E, come si sa, Enel è specialista in “folgorazioni”.
    Certo, la posso capire, gentile signora. Il comportamento dei nostri politici ambigui l’ha indotta in errore. Probabilmente la sua breve permanenza ad Agrigento, di appena due anni e mezzo, non le ha consentito purtroppo di conoscere una triste realtà: la nostra classe politica, di destra e di sinistra, appartiene, tranne qualche sparuta eccezione, a una categoria ben definita di politici: quella degli ASCARI, servi fedeli del potere, quello vero, cioè di Confindustria.
    Per non parlare, poi, dei giornalisti pennivendoli agrigentini (ma anche nazionali) che addirittura hanno fatto parlare i morti a favore del rigassificatore.
    Mi rendo conto, gentile signora, che con questo tipo di borghesia accattona, con questi politici ascari e con questa informazione prezzolata lei non aveva, di certo, molte opportunità di farsi un’idea corretta sugli agrigentini veri. Però penso che anche tra le mura, sia pure ovattate, dell’alloggio prefettizio sarà arrivata l’eco dello svolgimento del referendum sul rigassificatore e sul suo risultato.
    Ecco, gentile signora, le fornisco questi elementi, perché possa modificare, se vuole, il suo giudizio e farsi un’idea obiettiva di chi sono gli agrigentini veri che, soprattutto, hanno l’orgoglio di esserlo. Distinti saluti,
    Gaetano Gaziano
    Presidente Associazione “Salviamo la Valle dei Templi” di Agrigento

    #2283
  2. mariagrazia brandara

    donna raffinata, intelligente e, soprattutto, discreta. I coniugi Postiglione, sono certa, rimarranno nel cuore degli agrigentini. Ad maiora sig. Prefetto.

    #2243

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