Favara è a secco

di Franco Pullara

I laghi dei gestori delle acque pubbliche sono pieni, le precipitazioni atmosferiche sono state abbondanti, non c’è, almeno al momento, nessuna interruzione, eppure l’utenza favarese è a secco, con turni di otto e dieci giorni.

A San Leone, dove in passato il prezioso liquido arrivava mediamente ogni dieci giorni, dall’inizio dell’estate i turni di erogazione sono lunghi tre giorni.

Una significativa percentuale della dotazione che dovrebbe arrivare a Favara, viene utilizzata dal Voltano per alimentare le utenze della zona industriale.

Ufficialmente la fornitura dovrebbero essere di oltre 70 litri al secondo, in realtà, in questa sorta di terra di nessuno quale è Favara, ad essere fortunati è di circa 40 litri al secondo.

La differenza, cioè i 30 litri al secondo sono destinati alle utenze della zona industriale e alla contrada Petrusa, per una scelta del Voltano.

L’esperienza ci dice che con 70 litri al secondo i turni non dovrebbero superare per lunghezza i tre giorni, mentre con 40 litri si resta a secco. Ed è quanto sta accadendo nel paese delle quote rosa, delle transenne e della mala politica.

Non c’è una sola città della Provincia di Agrigento che sta vivendo disagi nel servizio idrico, ad eccezione, chiaramente, di Favara.

I dirigenti comunali che dovrebbero assicurare la qualità del servizio, a fine anno, avranno riconosciute le loro indennità economiche e il nucleo di valutazione li giudicherà “eccellenze”.

Il sindaco, dal canto suo, si definisce l’uomo del fare e i consiglieri si stressano sottoposti al logorio dei lavori delle commissioni e delle sedute consiliari.

Tutti, in buona sostanza, lavorano, o meglio, si affannano per la cittadinanza.

Intanto, i risultati sono, a dire poco, deludenti, ma sarà colpa della malasorte.

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  1. Favarese1959 ha scritto quanto segue il 29 luglio 2010 alle 12:55.

    “Vox clamantis in deserto”.
    E’una frase latina, dal significato letterale:
    “voce di uno che grida nel deserto”.
    In senso traslato, “persona i cui consigli rimangono inascoltati,
    ignorati”.

    C’è poi una bel proverbio siciliano che dice:
    “Ammatula t’intrizzi e fà cannola,
    ca lu santu è di marmaru e nun suda”

  2. Pasquale Palumbo ha scritto quanto segue il 29 luglio 2010 alle 14:11.

    Scusa caro Direttore ma Favara non significa ricca d’acqua o una cosa del genere? E quindi dell’acqua del voltano, dei laghi e delle sorgenti che ce ne facciamo? Siamo ricchi di nostro e quindi diamola agli altri.

  3. Massimiliano Palmas ha scritto quanto segue il 29 luglio 2010 alle 15:22.

    «Parlare ai giovani, alla gente, raccontare chi sono e come si arricchiscono i mafiosi» – diceva Chinnici – «fa parte dei doveri di un giudice. Senza una nuova coscienza, noi, da soli, non ce la faremo mai».
    L’acqua è un bene prezioso indispensabile, e distribuirla in abbondanza lede la mafia, perchè? Perchè la Sicilia, che è la terra del favore…appena giri l’angolo trovi uno pronto ad aiutarti…cumpà a bisognuuuuu aaaah? A Favara non esistono i diritti, o per meglio dire i diritti sono appannaggio di pochi, gli altri, la stragrande maggioranza, devono chiedere il favore per ottenere quello che gli spetta. Distribuire l’acqua con il contagoccie permette di elargire favori e quindi di richiedere in cambio la preferenza elettorale per il rinnovo del mandato. L’acqua c’è ma non viene distribuita, non vi sono guasti, non siamo in periodo di siccità infatti le “bonze” vanno e vengono caricando e VENDENDO ABUSIVAMENTE l’acqua, ecco un duplice aspetto di illegalità fornito dalla cattiva gestione della distribuzione idrica…Senza una nuova coscienza noi non ce la faremo mai… a Favara queste parole non bisogna dimenticarle, bisogna smetterla con la cultura del favore, bisogna cominciare a credere e a pretendere i diritti. Se l’acqua viene distribuita con una gestione privata, alla base c’è un contratto di fornitura probabilmente seguito ad una gara di appalto, può essere che i cittadini debbano pagare l’acqua che non ricevono? Può essere che i cittadini debbano pagare per lo spazzamento delle strade che non viene effettuato? Può essere che gli abitanti di Favara debbano camminare con i sacchi di immondezza appesi alla macchina in cerca del cassonetto dei rifiuti e che questo, quando lo trovano, sia completamente sommerso di centinaia di sacchetti? Forse che si possa avere la capacità di pretendere il pagamento di un disservizio? Favara vive quotidianamente il paradosso di colui che va al distributore di carburante e paga venti euro per farsi rubare la benzina dalla propria macchina!!! mi chiedo se i dirigenti responsabili degli uffici che si occupano dello sgombero delle case pericolanti come quella dei poveri Bellavia siano gli stessi che si occupano della gestione della distribuzione idrica nel paese e sono curioso di sapere che valutazioni hanno e mi chiedo se prenderanno il premio di produzione per gli ottimi risultati di cui si possono fregiare. Favaresi reagiteeeeeee!!!

  4. MARASCHINO ha scritto quanto segue il 29 luglio 2010 alle 16:11.

    Palmas ,bravo ,condivido in pieno la tua analisi.Le cose vanno bene se dirette con impegno,male se nel dirigerle ci sono dirigenti ,politicamente indirizzati male,e con una propenzione affinche’ tutto rimanga come sempre,pronti all’occorrenza a farti un “favore”.Il sindaco avrebbe dovuto azzerarli tutti,di occasioni ne ha avute,per ripartire con nuovo slancio,vigore e con regole diverse. Oggi ,haime’,questi signori burocrati non rispondono a nessuno,se non alla irriverente mania di sentirsi i veri podesta’ del municipio.Mai come oggi, mai si era arrivato a tanto .Il sindaco , si fermi un’attimo,scenda dal piedistallo,verifichi,esamini,rifletta e con il coraggio che aspettiamo di conoscere,agisca immediatamente.Mai come il presente. N.B. SPERO CHE LE VALUTAZIONI DEL NUCLEO SIANO RESI NOTI SUL SITO DEL COMUNE ,COSI’ COME TUTTE LE DELIBERE E DETERMINE DIRIGENZIALI:CAPIREMMO MEGLIO

  5. Massimiliano Palmas ha scritto quanto segue il 30 luglio 2010 alle 08:54.

    Intanto grazie alle iniziative della Bolivia l’accesso all’acqua è uno dei diritti fondamentali dell’uomo, un “diritto umano”. Lo ha stabilito oggi l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che dopo oltre 15 anni di dibattiti sulla questione ha votato al Palazzo di Vetro un documento che, appunto, consacra l’accesso all’acqua come un diritto. A favore di una risoluzione in tal senso hanno votato 122 Paesi, mentre altri 41 si sono astenuti. Il testo “dichiara che l’accesso a un’acqua potabile pulita e di qualità, e a installazioni sanitarie di base, è un diritto dell’uomo, indispensabile per il godimento pieno del diritto alla vita”.

    La risoluzione ha preso spunto dal fatto che 884 milioni di persone nel mondo non hanno accesso all’ acqua potabile, e che più di 2,6 miliardi di persone, per lo più bambini, non dispongono di postazioni mediche di base. Secondo le organizzazioni umanitarie, sono circa due milioni i bambini che ogni anno nel mondo muoiono di sete o in seguito a malattie contratte per aver bevuto acqua non potabile e che non possono essere curate per la mancanza di servizi sanitari accessibili. Il testo invita gli Stati e le organizzazioni internazionali ad adoperarsi per fornire aiuti finanziari e tecnologici ai Paesi in via di sviluppo e li esorta a “aumentare gli sforzi affinché tutti nel mondo abbiano accesso all’acqua pulita e a installazioni mediche di base”…
    …Ma lo sapete che a Favara ci sono persone che si lavano solo d’estate durante la notte a fonte canali? Lo sapete che ci sono case che non hanno la cisterna e chi ci abita sopravvive nel degrado più totale?…
    Oggi l’acqua viene chiamata oro blu e in paesi come la Bolivia il diritto all’accesso è garantito dalla costituzione che ne vieta la privatizzazione… Bolivia – Favara 1-0

  6. gerlando Costanza ha scritto quanto segue il 30 luglio 2010 alle 11:45.

    belle parole, ricordo a me stesso ca quannu u pisci feti, feti sempri da testa. Vanno bene le critiche alla burocrazia, ma le grandi responsabilità cadono sul sindaco.


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