Cascio ricorda la figura di Rocco Chinnici
“Chinnici è stato un magistrato coraggioso e innovatore che ha scritto una pagina virtuosa della storia di Sicilia, con la creazione del pool antimafia, grazie al quale si è pervenuti al risultato epocale del primo grande processo a Cosa Nostra”. Lo ha detto il Presidente dell’Ars, Francesco Cascio, in occasione del 27esimo anniversario dell’eccidio di Via Pipitone Federico, in cui furono assassinati il consigliere istruttore Rocco Chinnici, il carabiniere Mario Trapassi, l’appuntato Salvatore Bartolotta e il portiere dello stabile Stefano Li Sacchi.
“A noi – ha sottolineato Cascio – oggi spetta la responsabilità di garantire la solidità di quel percorso di riscatto e di libertà intrapreso da uomini come Chinnici, Falcone, Borsellino e dai molti altri che hanno dato la vita per combattere la mafia”.
Cascio ha aggiunto: “All’infaticabile e lungimirante lavoro istruttorio di Rocco Chinnici si devono molte delle vittorie dello Stato sulla criminalità organizzata, ma, affinché il suo sacrificio non sia stato vano, dobbiamo ricordare che la battaglia per la legalità parte dalla diffusione della cultura antimafia. Chinnici fu il primo a recarsi nelle scuole a parlare agli studenti, perché aveva capito che soltanto smuovendo le coscienze della gente si poteva colpire al cuore Cosa Nostra e noi, sulla scorta del suo esempio, dobbiamo proseguire senza sosta la divulgazione didattica dei principi di legalità tra le giovani generazioni, affinché i tentacoli mafiosi, una volta estirpati, non possano più riprodursi”.
“Nel rinnovare – ha concluso il presidente dell’Ars – i miei sentimenti di vicinanza e solidarietà ai familiari del giudice Chinnici per un dolore che non potrà mai essere colmato, auspico che tutti noi sapremo ripagarlo e onorarne la memoria consegnando ai giovani la Sicilia libera e prosperosa che si attendono, perchè su questo si misura il grado di democrazia e di civiltà di un Paese”.












