Alfano Zambuto: il “duello” continua con armi uguali
Il sindaco scrive al ministro. Gli risponde il Dipartimento “Organizzazione giudiziaria”. Zambuto replica attraverso il suo Ufficio di Gabinetto.
Adesso, entrano nella polemica i consiglieri comunali Alfano, Amato, Calì, Galvano e Sollano che si stupiscono “dello stupore di Zambuto ma, soprattutto, siamo stupiti noi dal fatto che Zambuto anziché venire in Consiglio a tentare di fare approvare il suo traballante consuntivo, ha invece perso un’altra mattinata di tempo per scrivere la solita, inutile, letterina. Ma stiamo ai fatti: Alfano applica bene le leggi che sono in vigore, tant’è che prima del suo intervento, per ottenere i rimborsi i Comuni attendevano oltre 5 anni, adesso i tempi si sono ridotti di oltre la metà!”
Prima bisognava aspettare 5 anni, oggi la metà di tempo e si grida al successo, abituati a come siamo alle disgrazie, va bene qualsiasi riduzione.
Ingiusta è l’accusa rivolta a Zambuto di perdere tempo nello scrivere le lettere, ché ormai la macchina è avviata.
In pratica, cammina da sola senza l’intervento diretto del ministro e del sindaco, ci pensano i dipartimenti e l’ufficio di gabinetto. Certamente, l’ingresso nella “contesa” dei consiglieri comunali è una novità con risvolti ancora da scoprire. Come dire, spariglia le carte. Certamente, è condivisibile la tesi dei consiglieri sul “tentativo di depistaggio e distrazione dell’opinione pubblica dal principale attuale e più grave problema della città: l’inquinamento del mare di San Leone. Per dirla calcisticamente si manda la palla da un lato e il giocatore dall’altra”.
Riportando la questione sul piano politico, piuttosto del calcistico, è regola che la rissa è buona per allontanare le responsabilità dei politici.
E, a proposito di responsabilità, sullo scempio di Agrigento chi non ha peccati?
A meno che non si voglia sostenere la tesi di un degrado cittadino iniziato ieri.
La stessa fogna in mare, non può essere l’argomento estivo della politica. Non è a danno fatto che dovrebbero occuparsene. “Occuparsene”, tra l’altro, è un’esagerazione, ché è riferita solo al parlarne.
La rissa, dicevamo, è utile ad allontanare le responsabilità sulle bollette del servizio idrico assolutamente le più onerose per l’utenza agrigentina, sulla scadente qualità della pulizia dei luoghi, sulla totale assenza di adeguati stimoli all’economia locale e l’elenco è lungo. Lungo, come lunga è la carriera dei nostri politici che li fa essere “complici” dell’attuale degrado.
La strada è quella indicata dagli stessi consiglieri comunali sulla stanchezza degli agrigentini costretti ad ascoltare “promesse e mezze verità, quando non è più possibile continuare col giochino delle responsabilità altrui”.











