“Fiaccolata della Liberazione” ieri sera a San Leone

di Giorgia Lattuca

Fiaccolata della LegalitàSi è svolta ieri sera a San Leone (la zona balneare di Agrigento) la “Fiaccolata della Liberazione”, una manifestazione fortemente voluta dal presidente della Provincia Eugenio D’Orsi. Si tratta di un’iniziativa che l’amministratore ha organizzato per “festeggiare” la liberazione dalla mafia, alla luce del clamoroso arresto del latitante Giuseppe Falsone, avvenuto in Francia, a Marsiglia, lo scorso 25 giugno.

 

Il corteo ha iniziato la sua sfilata dal lungo mare “Falcone – Borsellino” fino a giungere in piazzale Aster ed ha visto la presenza delle più alte autorità civili e militari della provincia, con in testa l’Arcivescovo di Agrigento, Mons. Francesco Montenegro che ha ricordato come “Restando uniti si vince”.

 

“Con questa iniziativa – ha detto D’Orsi – vogliamo dimostrare che anche la politica ha il suo importante ruolo nella lotta alla mafia. Un impegno che deve essere determinato e che deve servire anche come supporto alle forze dell’ordine e alla magistratura, a cui siamo estremamente grati per il lavoro che svolgono quotidianamente. Abbiamo voluto chiamare questa serata “Festa della liberazione”, intesa come manifestazione per esaltare l’importanza della legalità, ed è nostra ferma intenzione quella di istituire una ricorrenza che da ora in poi possa essere commemorata ogni anno”.

 

E’ la “liberazione” dalla mafia, dunque, quella che il presidente della provincia ha voluto festeggiare, anche se in realtà l’arresto di Falsone non ha di certo liberato totalmente il territorio da una piaga che va avanti da poco meno di due secoli e che negli anni ha assunto connotati diversi, somigliando sempre più ad una vera e propria holding radicata non solo in Sicilia ma nel mondo intero.

 

Ieri alla sfilata hanno partecipato anche: il Prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione; il Questore, Girolamo Di Fazio; il vice comandante della Compagnia dei Carabinieri di Agrigento, il Maggiore Salvatore Leotta; l’assessore regionale al Territorio ed Ambiente, Roberto Di Mauro; il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto; e, a sorpresa, il sindaco di Licata Angelo Graci.

 

Una presenza, questa, che ha fatto storcere il naso a molti dei presenti. Il primo cittadino licatese, infatti, è stato raggiunto da tempo dal divieto di dimora nella sua città per una presunta tangente intascata. In una manifestazione per esaltare l’importanza della legalità, dunque, il suo intervento da molti è stato giudicato fuori luogo.

 

Cecilia Gaetani

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