Canicattì, il sindaco limita la vendita di alcolici. Primi commenti
Stop alla vendita indiscriminata di bevande alcoliche a Canicattì. Un divieto singolare imposto dal sindaco Vincenzo Corbo per contrastare un fenomeno che al primo cittadino, ma anche a molte altre persone, non andava giù; ovvero l’abitudine, adottata da alcuni appartenenti alla comunità romena, di bivaccare in stato d’ebbrezza nelle zone del centro della città.
Un comportamento che circa un mese fa è degenerato causando una rissa selvaggia di cui si è discusso molto a Canicattì, soprattutto perché coinvolse, suo malgrado, anche un commerciante canicattinese che tentava di salvare la sua merce dalla furia dei litiganti.
E così, per porre un freno deciso ad un fenomeno che non promette nulla di buono dal punto di vista dell’ordine pubblico, il sindaco con un’ordinanza ha vietato: la vendita di alcolici da consumare per strada (il commerciante dovrà munirsi di palla di vetro per selezionare i suoi clienti, ndr) e il bivacco lungo le vie del centro (restrizione che potrebbe indurre i gruppi a spostarsi in periferia, ndr).
Tale divieto è stato esteso anche agli esercizi temporanei di somministrazione e vendita (vedi chioschi e bancarelle allestiti in occasioni varie come sagre e feste di paese) nonché a quelle imprese che esercitano il commercio o la somministrazione su area pubblica di generi alimentari e bevande, sia in sede fissa sia itinerante.
La vendita di bevande alcoliche, dunque, sarà consentita solo se effettuata unitamente ad altri cibi da asporto. Come dire: “Chi acquista una pizza può comprare anche una birra”.
Non ottemperare a queste disposizioni comporterà sanzioni amministrative agli acquirenti e la sanzione relativa alla sospensione dell’autorizzazione all’attività di esercizio ai titolari delle attività commerciali.
Inutile dire che tale decisione ha creato scalpore e ha diviso in due l’opinione pubblica. C’è chi ritiene sia una mossa vincente e chi, come il consigliere comunale indipendente Carmelo Vaccaro (perennemente in contrasto con il sindaco) ha già lanciato strali contro l’iniziativa. “Non ha senso attivare una misura repressiva senza tenere conto del rovescio della medaglia – ha dichiarato Vaccaro – tant’è che secondo me e altri consiglieri andava fatta un’ordinanza comparandola con altre già attivate in diversi Comuni. Già da tempo io ed altri componenti della mia Commissione ci eravamo battuti per trovare un’intesa con quest’amministrazione, avevamo proposto di contattare le categorie sindacali e stabilire le modalità di attuazione di misure idonee a contrastare questo fenomeno negativo, ma abbiamo ricevuto solo silenzio dall’attuale amministrazione. Gli effetti negativi dell’ordinanza si vedranno da subito – ha aggiunto Vaccaro – poiché in questo modo non si fa altro che alimentare un possibile mercato nero dell’alcool. Sembra di essere tornati indietro nel tempo, all’epoca del Proibizionismo statunitense, quando iniziò un periodo funesto di cui tutti noi conosciamo le conseguenze negative. Secondo me la verità è che il Sindaco con quest’ordinanza ha voluto soltanto lavarsi le mani per mettersi a posto la coscienza” ha concluso Vaccaro.
Intanto le forze dell’ordine, sorde di fronte a sterili querelles, nell’ultima settimana hanno intensificato i controlli ed hanno effettuato due operazioni volte specificamente al contrasto del fenomeno del bivacco, controllando numerosi romeni, sequestrando loro un’autovettura priva del tagliando di assicurazione e identificando molti stranieri irregolari presenti in città. Tra questi alcuni sono stati rimpatriati perché già raggiunti dal decreto di espulsione dal territorio italiano.
Cecilia Gaetani












