Monti Sicani: un Parco ed un Gal li valorizzeranno (2 di 2)

di (vedi sotto)

Antonio Fragapane

fortezza_sicana_guastanellaE’ stato previsto che la dotazione finanziaria dell’Ente Parco sia di 50 mila euro (per i componenti del Comitato non è previsto nessun compenso) e che la sede legale degli uffici dello stesso Ente sia stabilita nei comuni di Bivona e di Palazzo Adriano.

Appare chiaro, dunque, al di là di un comprensibile scetticismo circa un aggravio burocratico che tale struttura potrebbe determinare, che la creazione di un Parco avente finalità di promozione dell’intero “agro sicano” costituisca una reale opportunità d’impulso in termini turistici, culturali ed economici, per un territorio che certamente ne abbisogna.

L’on. Giovanni Panepinto, sindaco di Bivona e fervido sostenitore della prima ora del progetto del Parco, ha infatti dichiarato che “l’istituzione del Parco è molto importante per la valorizzazione dell’immenso patrimonio paesaggistico delle aree interne, che sono sicuro potrà costituire un volano per il comparto turistico ricettivo e culturale della nostra regione”.

Teoricamente, quindi, ci sarebbero le condizioni ideali per la concretizzazione di un reale sviluppo economico basato soprattutto su una promozione istituzionale del turismo naturalistico e dell’agriturismo, come stabilisce infatti la stessa legge istitutiva del Parco. In merito, Vito Ferrantelli, sindaco di Burgio ma anche presidente del Comitato sopra citato, ha dichiarato che quello del Parco dei Monti Sicani è un percorso che potrebbe concludersi già verso la fine del 2010 e che “alla tutela naturale si affiancherà una crescita economica legata all’ambiente, alla cultura, all’artigianato ed ai prodotti tipici”.

Ma la valorizzazione turistica non sembra essere l’unica finalità principale del costituendo Parco, poiché il territorio interessato costituisce anche la riserva d’acqua più importante della Sicilia, con i suoi cento milioni di metri cubi d’acqua conservati in sette dei più grandi invasi idrici dell’isola (Fanaco, Piano Leone, Raia, Gammauta, Castello, Cristia e Favara), tra loro collegati con un ingegnoso sistema a caduta: specchi d’acqua, collocati tra aride montagne e vallate, che non rappresentano solo un’inestimabile risorsa idrica ma anche un patrimonio faunistico e floreale degno di nota e di un’appropriata quanto legittima tutela.

Ed a riprova di quanto sin qui scritto e dell’importanza che il territorio dell’antica Sikania sta progressivamente mostrando, occorre segnalare l’intensa, contemporanea e quasi parallela attività socio-politica finalizzata alla creazione di un nuovo GAL (Gruppo di Azione Locale), denominato “Gal Sicani”, che nelle intenzioni dei promotori dovrebbe estendersi da Bisacquino a Cammarata, da Contessa Entellina a Santa Elisabetta, in tal modo ampliando i tradizionali, ma finora troppo rigidi e schematici, confini degli antichi territori sicani.

L’obiettivo del nuovo Gal Sicani sarà quello di favorire il sorgere di un più coerente sistema turistico territoriale integrato con la realtà delle microimprese presenti nell’area, in tal modo consentendo agli attori locali di agire in stretto raccordo per perseguire maggiori probabilità di accesso ai finanziamenti con i quali poter “costruire il prodotto territorio”.

Tale finalità, infatti, all’interno della struttura del Gal sarà probabilmente garantita dalla presenza dei trentadue comuni coinvolti, combinata, in partnership, all’ulteriore e significativa presenza di una cinquantina di soggetti portatori di interessi collettivi, tra associazioni, cantine sociali, operatori turistici ed istituzioni culturali.

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