Monti Sicani: un Parco ed un Gal li valorizzeranno (1 di 2)

di (vedi sotto)

Antonio Fragapane

fortezza_sicana_guastanellaIl territorio nel quale svettano i maestosi Monti Sicani si trova nell’area centro-meridionale della nostra Sicilia, esattamente tra le province di Agrigento e Palermo.

Qui, in un’epoca tanto remota da divenire mito, abitò il re Cocalo, il quale diede ospitalità al leggendario architetto Dedalo in fuga dal sovrano cretese Minosse. Tra le vette sicane si svolse parte della seconda guerra servile, che nel 104 a.C. antepose gli schiavi ribelli della Trinacria alle legioni romane.

Ma quest’area fu anche teatro, secoli dopo, di un imponente popolamento da parte dei saraceni fuggiti alle rappresaglie cristiane, del famoso accordo di pace di Caltabellotta del 1302, grazie al quale si pose fine alla prima fase della guerra dei Vespri siciliani ed infine delle rivolte dei Fasci siciliani di fine ‘800: appare, dunque, evidente che le vallate e le cime appartenute agli antichi, ma purtroppo quasi sconosciuti, sicani traspirano storia e su di esse aleggia l’intrigante atmosfera del mito antico!

La valorizzazione di questa importante ricchezza storico-culturale, nonché dello straordinario patrimonio paesaggistico che caratterizza l’intera area è al centro, da anni, di un progetto di promozione che sta velocemente concretizzandosi nella creazione del Parco dei Monti Sicani, ovvero la quinta area naturale protetta dell’isola (dopo quelle dell’Alcantara, dei Nebrodi, delle Madonie e dell’Etna).

L’articolo 64 della legge regionale n°6 del 14 maggio del 2009, ovvero la Finanziaria regionale del 2009, ha infatti sancito l’istituzione del suddetto Parco, finalizzato “a diffondere la conoscenza dei valori ambientali del territorio e a promuovere il turismo naturalistico e l’agriturismo”. Tale norma ha inoltre stabilito la costituzione di un Comitato avente il compito di sottoporre alla Regione, ai sensi della L.R. 6 maggio 1981 n°98, una proposta progettuale che contenga la descrizione analitica dei luoghi, con particolare riguardo ai valori naturalistici, e la previa individuazione del territorio da destinare a Parco.

Tale Comitato è nominato con decreto dell’Assessore regionale per il territorio e l’ambiente ed è, in via transitoria, composto dai sindaci dei dodici comuni interessati (Palazzo Adriano, Chiusa Sclafani, Burgio, Bivona, Prizzi, Castronovo di Sicilia, San Giovanni Gemini, Cammarata, Santo Stefano Quisquina, Contessa entellina, Sambuca di Sicilia e Giuliana, ma l’elenco in futuro potrebbe essere ampliato)  alle riserve già istituite presso i comuni citati (ovvero quelle del Monte Carcaci, del monte Genuardo e S. Maria del Bosco, dei Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio, del Monte Cammarata e di Ficuzza-Rocca Busambra).

Inoltre, ne fanno parte un rappresentante dell’Assessorato per il territorio e dell’Assessorato dell’agricoltura e foreste, un rappresentante dell’ispettorato provinciale dell’Agricoltura di Palermo e di Agrigento ed infine sei esperti designati dalle associazioni più rappresentative in ambito ambientale e paesaggistico (Wwf, Club alpino Italiano-Cai, Legambiente, Lega italiana per la protezione degli uccelli-Lipu, Italia Nostra e Fare Ambiente). Nel settembre del 2009 il Comitato al quale si riferisce il citato art. 64 è stato nominato con decreto dall’Assessore regionale al territorio Mario Milone e da tale data è iniziato a decorrere il termine di 180 giorni entro il quale lo stesso Comitato dovrà presentare all’Assessore la proposta progettuale relativa alle caratteristiche del costituendo Parco dei Monti Sicani.

Nel caso in cui dovesse decorrere inutilmente tale termine, l’Assessore nominerà un commissario “ad acta” per l’esercizio in via sostitutiva delle funzioni attribuite al suddetto Comitato.

continua…

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