C’è chi da la colpa all’inciviltà degli agrigentini
“Se la città è sporca la colpa è di pochi incivili”.
A chi non è capitato di ascoltare la particolare “sentenza”?
Facciamoci un’altra domanda: ad Agrigento c’è un certo numero di irresponsabili cittadini, mentre altrove il fenomeno è inesistente?
Se fosse vera la particolare esclusività agrigentina, nelle altre realtà potrebbero licenziare tutti gli addetti ai controlli, a iniziare dai vigili urbani e dalle forze di polizia.
Gli scatti che vi proponiamo riprendono alcune caditoie in una via a pochi metri della centralissima via Imera. Dentro i pozzetti è cresciuta l’erba che viene rasa dal passaggio delle autovetture fino a formare un tappo, o meglio, un sigillo erboso.
Non viene fatta la dovuta manutenzione alle caditoie mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini. Un’intensa precipitazione atmosferica causerebbe sicuri allagamenti e probabili danni nelle zone più a valle.
Intanto, la stessa cittadinanza, accusata di complicità nel degrado di Agrigento, paga per avere servizi a regola d’arte.
Il federalismo fiscale, fortemente voluto dai partiti della maggioranza nel Governo Berlusconi e nell’amministrazione comunale di Agrigento, impone il cambiamento nel concetto di pagamento delle tasse, che deve essere seguito dall’erogazione di un servizio adeguato senza né se e né ma.
Ad Agrigento come a Brescia non devono esserci i cespugli sui marciapiedi, l’erba dentro i pozzetti delle caditoie e le strade sporche.
Oppure, si faccia un federalismo fiscale che preveda il non pagamento delle tasse per gli agrigentini ché non hanno i servizi.













Caro Franco,
la vera colpa mi sa proprio che è nostra, già, proprio di noi agrigentini. Condivido il tuo pensiero sul federalismo fiscale, ma mi sento di scendere un attimo più a fondo. Tu credi che a Brescia resisterebbero anche soltanto due ore senz’acqua corrente? Credi che non ci sarebbe una vera e propria sommossa popolare?
Io credo di no! E buon per loro, per la loro reattività, e per quella di tutti i popoli che non si fanno sottomettere da quattro manigoldi truccati da politici che ci tengono in ostaggio da quasi trent’anni.
Fin quando non capiremo che la vera causa dei nostri mali è l’ignoranza ed il qualunquismo che ci portano a votare sempre le stesse marionette, che ci fanno sognare soltanto un paio di mesi prima delle eventuali elezioni, non saremo in grado di capire che le tasse che tutti gli onesti cittadini pagano servono anche per ripristinare i tombini di via Imera.
E’ proprio vero che il nostro paese, ed in particolare la nostra regione, è un posto a democrazia imperfetta, chissà quando capiremo come funzionano le regole di questo stupendo gioco ed impareremo a giocare.
Come diceva Machiavelli l’uomo è per sua natura malvigio e incline ad operare per il proprio esclusivo interesse. Io non ho soluzioni in grande da proporre ma nel mio piccolo mi viene in mente che, tenendo presente Machiavelli, si potrebbero responsabilizzare di più i cittadini affidando a loro stessi la cura delle strade. Per esempio: io abito in via Imera, se ci fosse un amministratore della via (tipo amministratore di condominio) direttamente pagato dai cittadini e che provveda alla pulizia e manutenzione della strada, illuminazione, asfalto, ecc…,si potrebbe detrarlo dalle tasse e ci sarebbe una migliore resa dei servizi pubblici. I cittadini sentirebbero più propria la strada e cercherebbero di salvaguradarla maggiormente anzicchè aspettare che se ne occupi il sindaco.
E’ una piccola soluzione ma potrebbe funzionare che ne pensate?
ivana