Operazione Ballarò, foto e dettagli
52 soggetti tratti in arresto e 124 persone denunciate in stato di libertà. E’ questo il risultato della maxi operazione condotta dai Carabinieri della Compagnia di Licata, agli ordini del Capitano Massimo Amato, che durante la notte appena trascorsa hanno messo a segno un duro colpo contro la criminalità organizzata.
L’inchiesta, denominata “Ballarò” come il nome del quartiere palermitano in cui gli arrestati acquistavano la droga, ha permesso di sgominare un’organizzazione dedita: al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti; e al furto e alla ricettazione delle acque reflue del depuratore comunale di Licata.
Ai soggetti fermati sono stati contestati anche i reati di detenzione e porto illegale di arma da fuoco e di violenza e minaccia nei confronti degli elettori licatesi. Le indagini hanno permesso di scoprire come alcuni degli arrestati si dedicassero alla vendita delle acque depurate ma ancora inquinate (e prelevate abusivamente, ndr) agli agricoltori locali, usando l’acqua come mezzo di scambio per ottenere il voto in favore di un consigliere comunale (tale Bonvissuto) non eletto durante le scorse elezioni.
L’attività principale del clan, però, era legata alla droga che veniva acquistata e rivenduta ai consumatori locali. I proventi venivano successivamente investiti nell’acquisto di armi o per migliorare il mercato legato alle sostanze stupefacenti, traffico questo che ha visto coinvolti anche soggetti residenti a Catania, a Milano e perfino in Germania. Tra gli arrestati vi sono anche 6 minori di cui si occuperà il Tribunale di Palermo. Scalpore ha destato l’arresto, in qualità di corrieri della droga, di due calciatori: Pietro Concialdi e C.B., rispettivamente dell’Akragas Calcio e della Gattopardo.
“Siamo felici ma allo stesso tempo preoccupati – ha dichiarato il Procuratore della Repubblica di Agrigento, Roberto Di Natale – poiché questi arresti sono frutto di due anni di duro lavoro portato avanti anche grazie alle intercettazioni ambientali e telefoniche. Con l’entrata in vigore della nuova legge difficilmente riusciremo ad ottenere simili risultati”.
“Un dato preoccupante riguarda il coinvolgimento di tanti giovanissimi – ha dichiarato in conferenza stampa il capitano Amato – consumatori ma anche pusher, che vedevano nel mercato degli stupefacenti una via di facile guadagno. Questa scelta, però, li metteva sotto il giogo di persone più adulte che esercitavano su di loro una profonda influenza. In questo modo i vertici dell’organizzazione riuscivano a mettere alle loro dipendenze i ragazzi per pochi euro”.
Cecilia Gaetani




















