Canone idrico, a Canicattì l’acqua costa di più
Continua la storia infinita riguardante le ormai tristemente famose bollette idriche giunte nelle case dei canicattinesi. E ancora una volta è la CGIL di Canicattì a battere i pugni sul tavolo per contestare i conteggi effettuati dalla Girgenti Acque, la società che gestisce il servizio di distribuzione d’acqua potabile.
Alla base del problema vi è l’assenza di tariffe specifiche per tutti i comuni ricadenti in provincia di Agrigento. Un fattore che costringe la società d’ambito, unica responsabile della gestione delle risorse idriche, a basarsi su tariffe stabilite dai vari Comuni d’appartenenza.
Una scelta, questa, che secondo il segretario canicattinese della locale sezione della CGIL, Antonio Maira (nella foto), non solo va condannata ma rischia di diventare ridicola: “Abbiamo fotocopiato e conservato – dice Maira – due fatture del 2008 relative alla stessa quantità d’acqua, ovvero 80 metri cubi annui, che la Girgenti Acque ha emesso nei confronti di due utenti: uno di Canicattì e uno di Naro. Ebbene, la stessa bolletta a Naro costa 59 euro, a Canicattì 149. A questo punto chiediamo al sindaco Vincenzo Corbo di spiegarci per quale motivo accada tutto ciò – aggiunge il segretario – anche perché il primo cittadino dovrebbe tutelarci in tal senso. L’acqua è la stessa, il fornitore anche, quindi perché i canicattinesi devono pagare di più?”.
Un battibecco, questo, che vede protagonisti il sindaco di Canicattì e la locale sezione della CGIL, e che va avanti nonostante le promesse fatte dall’amministrazione comunale in occasione dello sciopero del 9 febbraio scorso indetto dal sindacato per protestare contro il “caro acqua”.
“Erano stati presi precisi impegni – continua Maira – e tra questi l’abolizione della quota fissa relativa al canone idrico, così come indicato nella delibera comunale del 2008. Il sindaco invece non ha fatto nulla per far spendere meno i cittadini né ci ha convocato per parlarne meglio. Noi siamo pronti, dunque, ad indire un altro sciopero ancor più determinato se la questione non verrà risolta una volta per tutte”.
Cecilia Gaetani











