*Trafiletto* Università e territorio, sfida da non perdere

di Salvatore Pezzino

3870473088_5792b742eb_oA partire  dalle ultime prese di posizione, avanzate da chi esprime forti perplessità sul futuro del Polo Universitario della Provincia di Agrigento, oggi è decisivo definire una strategia che consenta all’attuale struttura di rimanere competitiva nel panorama universitario regionale e nazionale.

Per questo è necessario, in primo luogo recuperare il rapporto di collaborazione con l’ateneo palermitano, come precondizione di sviluppo del Polo agrigentino.

In secondo luogo, è fondamentale rapportarsi con il contesto socio-economico in cui il Polo è collocato, da un lato per promuovere un’accattivante offerta di formazione e di ricerca, dall’altro per recepire le istanze e le aspettative che provengono da tale contesto.

In questa direzione, il Polo agrigentino, oltre ad occuparsi dell’attività didattica, deve garantire il massimo spazio alle attività culturali, alla ricerca, a progetti competitivi e aderenti alla locale realtà economica e sociale.

In particolare le attività che rientrano nelle relazioni con il territorio devono, in via prioritaria dare impulso alle relazioni del Polo Universitario finalizzate all’innovazione e allo sviluppo locale  per potenziare la funzione di servizio dell’università rispetto al territorio; devono poi contribuire al trasferimento tecnologico della conoscenza prodotta dalla ricerca scientifica, supportando le relazioni partenariali volte allo sviluppo di progetti congiunti con le imprese; devono altresì collegarsi ai poli universitari  dislocati nel territorio regionale e promuovere attività di formazione esterna per sostenere e qualificare i processi di sviluppo del territorio; devono ancora rafforzare il raccordo tra l’università e il mondo del lavoro, partendo da un’adeguata rilevazione del fabbisogno formativo delle amministrazioni locali, delle imprese, delle organizzazioni del no-profit; devono infine consentire l’acquisizione di fondi ulteriori per le attività istituzionali del Polo.

In questo contesto deve essere esaltata la collaborazione tra Università di Palermo e i soci che hanno dato vita al Cupa, sia nell’ambito degli organi di rappresentanza che in quello delle relazioni istituzionali nel loro complesso.

E sempre in tale contesto diventa decisivo comprendere che il rapporto tra Università e territorio rimane un tema di grande interesse che continua ad occupare spazi sempre più importanti, fin dal momento in cui si è avviato il processo che si muove verso l’autonomia universitaria, e che per questo non si può rinunciare ad accettare una sfida che non si può perdere.

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