Manifesto per Agrigento. Fontana: valorizzare i “capitali intangibili”

di (vedi sotto)

enzo-fontanaLa prospettiva di lavorare alla stesura di un Manifesto per Agrigento, nel quale indicare alcuni punti largamente condivisi, può, in un momento come quello attuale, agevolare la ripresa del confronto politico e di quelle relazioni che, costituendo la trama principale del capitale sociale di un territorio,  rappresentano un metodo ed un processo teso ad aggregare e coinvolgere tutta la comunità locale in una riflessione sul proprio futuro e sulle azioni per realizzarlo.

Ecco allora la sfida che va raccolta da tutti coloro che sono interessati a promuovere non solo la crescita del territorio ma un vero progetto di sviluppo: applicare un metodo che sia legato alla valutazione dei bisogni e degli interventi previsti, all’attuazione del principio di sussidiarietà,  all’intenzionalità profonda di un progetto culturale da sviluppare, guardando in primo luogo agli interessi delle nuove generazioni.

Una sfida che  richiama al senso della responsabilità e che presuppone una strategia condivisa che approda ad un progetto di sviluppo non per il territorio, ma del territorio. Oggi, nelle vicende di un sistema locale c’è molto di più dell’importanza che un’impresa ricopre nella produzione di valore economico, C’è invece anche l’energia messa in circolo dalle persone e dalle relazioni tra le persone. È questo che mobilita i mercati, i capitali e che alla fine genera sviluppo e crescita economica.

Oltre al capitale sociale, infatti, c’è un capitale personale fatto dell’energia psicologica ed emotiva che conferisce a una persona la sua peculiare intelligenza produttiva, la sua visione dei problemi, la sua capacità di assumere e di affrontare i rischi. Queste risorse sono in parte frutto dell’eredità storica di un territorio, di ciascuna comunità, di ciascuna famiglia e persona. Queste risorse debbono essere capitalizzate e su questo patrimonio bisogna investire.

Con quei soggetti che condivideranno questa impostazione bisogna ripartire dalla consapevolezza che, al di la delle infrastrutture materiali di cui non si può fare a meno, va utilizzato al meglio quel capitale umano, soprattutto giovanile, di cui siamo notevolmente ricchi. Il valore aggiunto è generato dal talento, dall’abilità e dalle capacità relazionali delle persone che lavorano in una organizzazione, i lavoratori della conoscenza, i cosiddetti “capitali intangibili” di più difficile reperimento e gestione rispetto ai capitali finanziari, ai macchinari e agli strumenti.

La sfida del presente e del futuro si gioca sulla capacità di sviluppo e di gestione del capitale intangibile. Individuare il talento, capire da dove fluisce, attirarlo, saperlo gestire, trattenere e valorizzare affinché possa esprimersi al meglio è tra i compiti principali e più importanti di ogni comunità, perché solo in questo modo è possibile assicurarsi quel vantaggio competitivo che le risorse umane sono in grado di produrre.

Mi auguro che questo impegno possa essere trasversale rispetto alle priorità individuate per definire le coordinate di un vero piano strategico del territorio.

Consideriamo allora questo Manifesto, aperto agli stimoli e ai suggerimenti di tutti, una base di partenza per unire il territorio su alcuni obiettivi di fondo. Un documento che possa anche essere di stimolo e di aiuto a chi governa, in un momento di crisi difficile. In questa direzione è indispensabile  non vedere nell’iniziativa un’invasione di campo, quanto piuttosto un percorso favorevole per riconciliare politica e cultura.

On. Vincenzo Fontana

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