700.000 euro sequestrati dalla DIA a Biagio Smeraglia
Un altro intervento incisivo nella lotta alla mafia è stato effettuato dalla Direzione Investigativa Antimafia che nei giorni scorsi, nell’ambito dell’operazione “Scacco Matto”, ha sequestrato beni per un valore di 700.000 euro all’imprenditore riberese Biagio Smeraglia, 47 anni (nella foto) e ad altri componenti del suo nucleo familiare.
Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Agrigento, su proposta avanzata dal Procuratore della Repubblica D.D.A. di Palermo – Dipartimento di Criminalità Economica, coordinato dal Sost. Proc. dr. Roberto Scarpinato, sulla base di indagini bancarie-patrimoniali esperite dalla D.I.A., attualmente diretta dal Generale dei Carabinieri Antonio Girone.
In particolare Smeraglia, che era già stato destinatario di un sequestro preventivo nel mese di febbraio 2009, è indagato per aver agito da prestanome nella sua attività imprenditoriale, svolgendo lavori di movimento terra e nel campo edilizio, anche in subappalto in vari cantieri, in società occulta e sotto la direzione dei componenti della famiglia mafiosa Capizzi di Ribera (AG).
La sua vicinanza a “cosa nostra” era stata confermata anche dalle dichiarazioni rese dal collaboratore di Giustizia agrigentino Maurizio Di Gati, che aveva chiarito che le imprese riconducibili al predetto erano pienamente inserite nel sistema di imprese stabilmente “disponibili” alle direttive di “cosa nostra”. Il provvedimento, che riguarda anche i congiunti del predetto, colpisce, fra l’altro: immobili, conti correnti, automezzi e tre società operanti nel settore del commercio delle macchine agricole, del movimento terra e delle costruzioni.
Cecilia Gaetani











