L’assessore Bufardeci in piazza, a fianco degli agricoltori
Anche l’assessore regionale alle Risorse agricole Titti Bufardeci partecipa, a Palermo, alla manifestazione “Sicilia e’ agricoltura”, promossa dalla Cia e da Confagricoltura. “Saro’ al fianco degli agricoltori, simbolicamente e materialmente, perche’ le loro ragioni – spiega l’assessore – sono diventate mie e dell’intero governo regionale. L’agricoltura e’ il settore strategico della nostra economia. Senza agricoltura la Sicilia non ha futuro: siamo di fronte a una crisi drammatica, con tutti i dati fondamentali in caduta libera. Servono interventi straordinari per una situazione veramente complessa”.
Per Bufardeci, sarebbe un delitto politico chiudere gli occhi di fronte alla portata di questa congiuntura: “Il patrimonio economico e culturale dell’agricoltura siciliana, con le sue eccellenze produttive, va difeso e sostenuto. Questa crisi, bisogna avere il coraggio di ammetterlo, mette a rischio la tenuta sociale della nostra regione”. “Quando al Nord vanno in crisi i settori strategici dell’economia del paese – ricorda Bufardeci – si interviene con misure straordinarie come la cassa integrazione. Ma per il Sud, per l’agricoltura della Sicilia e del meridione non esistono ammortizzatori sociali”.
I dati della crisi sono cristallizzati dalle statistiche, che sanciscono l’importanza del settore – occupa piu’ di un milione di posti di lavoro con circa 250 mila imprese – e danno idea dell’impatto negativo della congiuntura economica, con oltre cinquantamila imprese che hanno chiuso i battenti negli ultimi tre anni. Per Bufardeci e’ necessario un intervento congiunto tra Regione, Stato e Unione europea: “Ognuno deve recitare con coraggio la sua parte”.
“La Regione siciliana deve portare avanti – spiega l’assessore – una politica a 360 gradi che parta dalla definizione di un marchio di tutela per la salvaguardia delle nostre produzioni, per poi passare ad azioni nel campo dell’innovazione scientifica. Metteremo tutto il nostro impegno, adeguando il Piano di sviluppo rurale alle esigenze del mondo della produzione e lavorando per rendere moderne e competitive le nostre aziende, che sono troppo piccole rispetto ai concorrenti europei. Favoriremo un processo di aggregazione e lavoreremo per accorciare la filiera commerciale”.
“Ma gli sforzi della Regione non saranno sufficienti – aggiunge Bufardeci – se la crisi dei mercati non sara’ presa di petto anche dal governo nazionale e dall’Unione Europea. La Sicilia – continua l’assessore – e’ la capofila delle regioni del Sud che chiedono il riconoscimento dello stato di crisi. Al governo nazionale, poi, chiediamo di intervenire come han fatto in Germania, Spagna e Francia, Paesi che hanno introdotto misure straordinarie per tutelare il loro settore agricolo”. “All’Unione Europea – conclude l’assessore – ricordiamo che non e’ sufficiente aver raddoppiato il limite per il regime di aiuto in de minimis, perche’ di fronte a una crisi di portata straordinaria, servono interventi straordinari”.











