*Trafiletto* Serve ancora il rimpasto ad Agrigento?

di Salvatore Pezzino

zambuto-con-muglia-buscaglia-e-indelicatoFra poche ore possibilmente i fatti ci smentiranno, tuttavia vogliamo azzardare un ragionamento che non tiene conto di quanto i media ci hanno raccontato in questi giorni a proposito del cosidetto Zambuto ter.

Le fibrillazioni che scuotono il quadro politico nazionale, e segnatamente la partita che si gioca all’interno del Pdl, e le conseguenze politiche della vicenda giudiziaria che rendono ancora più fragile il governo regionale guidato da Raffaele Lombardo, rappresentano infatti due variabili, non indipendenti, che probabilmente contribuiranno a bloccare quel rimpasto della giunta  comunale di Agrigento,  che viene dato per imminente oramai da settimane.

Si tratta infatti di due questioni che possono portare verso scenari completamente nuovi con prospettive difficilmente ad oggi prevedibili. Vediamo in base a quali considerazioni tutto questo potrebbe incidere sulle intenzioni di Marco Zambuto, orientato ad  inserire nel suo esecutivo rappresentanti di tutte le forze politiche disponibili a dare una mano alla città.

Questa impostazione obbedisce ad una logica precisa tesa a  coinvolgere i referenti locali dei politici che contano a Roma e a Palermo per migliorare il collegamento con le istituzioni nazionali e regionali, a tutto vantaggio di Agrigento e di un progetto di rilancio economico del suo territorio.

Le ultime novità farebbero pensare ad un quadro di ulteriori difficoltà ad assecondare queste legittime aspirazioni perchè renderebbero inefficace la stessa logica del rimpasto, in quanto le dinamiche che si vanno sviluppando renderebbero arduo lo spirito di coesione tra settori politici diversi ed aumenterebbero le difficoltà a centrare gli obiettivi.

In verità, sarebbe auspicabile per il futuro che l’impegno a favore del territorio venga coltivato a prescindere dai posti assegnati nella squadra del governo locale a quel partito  piuttosto che a quell’altro o anche ad un sottogruppo di quell’altro ancora.

Meglio ancorarsi ad prospettiva che, partendo sempre dagli interessi della comunità ,non trascuri la visione poltica del progetto, e che sia capace di non abdicare alle logiche di partito intese come divisione del potere.

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