Alfano: rammarico per sentenza Consulta sui processi gratis a mafiosi

di Redazione

DSC_0259 “Prendiamo atto della sentenza della Corte Costituzionale n. 139 del 2010 che è intervenuta sulla norma, approvata dal Parlamento su iniziativa del Governo Berlusconi, nell’ambito dell’azione di contrasto alla criminalità organizzata, con la quale era stato introdotto il divieto assoluto per i mafiosi già condannati di farsi pagare dallo Stato e, dunque, dai cittadini onesti, l’avvocato con una semplice dichiarazione di nullatenenza”. Lo afferma, in una nota, il ministro della Giustizia Angelino Alfano.

“La Corte conferma la bontà della nuova regola – fa notare il Guardasigilli – che dichiara costituzionalmente corretta nonché fondata su una ragionevole considerazione di comune esperienza secondo la quale i mafiosi traggono dalla loro attività criminale rilevanti mezzi economici. L’impianto normativo rimane, pertanto, sostanzialmente inalterato”.

“La Corte, tuttavia – prosegue Alfano – ha ritenuto di aggiungere la possibilità per il mafioso di offrire la prova contraria, dimostrando al giudice di essere rimasto nullatenente malgrado la sua partecipazione all’associazione mafiosa e così dimostrando il suo diritto ad essere difeso a spese dei contribuenti nei vari processi”.

“Rispettiamo, ovviamente, la decisione della Corte, ma non si può fare a meno di osservare che l’avere introdotto l’ammissibilità della prova contraria rischia di intasare non poco la gestione dei processi di mafia. I giudici, in questo caso, saranno costretti a valutare le prove di nullatenenza addotte dal mafioso che aspira a farsi difendere gratis pur a fronte della notorietà del fatto (riconosciuto dalla stessa Corte) che chi esercita l’attività di ‘mafioso’ lo fa non per scelta ideologica, ma per scopi di potere e arricchimento personale nonché per godere dei meccanismi di protezione, anche di tipo economico, che l’associazione mafiosa assicura ai propri membri ed alle loro famiglie in caso di difficoltà anche conseguente ai periodi di detenzione (come dimostrato inconfutabilmente dalle risultanze giudiziali dell’ultimo trentennio). E si tratta, ovviamente – conclude il Guardasigilli – di sovvenzioni e di aiuti che non prevedono il rilascio di ricevute”.

Condividi:
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Mixx
 
 

Lascia un commento


Comitato Promotore delle Giornate per l'Economia del Mezzogiorno 2011
Stage e tirocini formativi in Confimpresa Euromed
Il bilancio 2011
del Presidente D'Orsi

Calendario

aprile: 2010
L M M G V S D
« mar   mag »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930