Torna a mobilitarsi ad Agrigento il “Comitato per la Salute”

di Redazione

Sans titre 1Dopo una pausa di due anni riprende il cammino del Cartello sociale che si è battuto perché i locali, dell’ex Ospedale San Giovanni di Dio di Via Giovanni XXIII, potessero essere utilizzati come struttura pubblica per erogare servizi di assistenza socio-sanitaria e quindi come “Cittadella della Salute e della Solidarietà” ad Agrigento.

Come primo passo, alcuni esponenti del “Comitato per la Salute”, composto da tante sigle che rappresentano tra gli altri organizzazioni sindacatl, ordini professionali, associazioni culturali e mondo del volontariato, hanno avuto un incontro con il direttore generale dell’ASP di Agrigento, dott. Gaetano Oliveri, per illustrare le battaglie condotte nel passato e per verificare i programmi del manager sia in ordine ai prestazioni delle aziende ospedaliere che all’organizzazione dei servizi della Medicina del Territorio, entrambi di sua competenza.

E prendendo spunto dall’imminente trasferimento del Poliambulatorio di via Esseneto, i rappresentanti del “Comitato” hanno anticipato le richieste che avrebbero poi avanzato con un apposita conferenza stampa e che si ricollegano al precedente impegno, che come si ricorda ottenne un largo consenso popolare e la raccolta di oltre 5.000 firme.

La strategia di fondo rimane quella di ottenere più spazi nei locali del vecchio San Giovanni di Dio per non privare la città di Agrigento di un Presidio Sanitario Territoriale, che oltre tutto può agevolare un uso più appropriato dell’Azienda Ospedaliera di Contrada Consolida, intercettando tutta una serie di ricoveri inopportuni e costosi.

“Il percorso di risanamento e di contenimento della spesa, portato avanti dalla Regione, non può non essere condiviso – sostengono i promotori del Comitato – anche se non si può perdere di vista la necessità di garantire servizi sanitari con standard adeguati per non penalizzare ulteriormente cittadini che si trovano già in una terra a forte ritardo di sviluppo”.

“Attualmente – aggiungono – Agrigento occupa l’ultimo posto nella graduatoria tra le province della Sicilia, per qualità di servizi offerti dal Servizio sanitario regionale. Infatti ha un indice altissimo di cittadini che ricorrono a strutture fuori provincia e fuori regione, per farsi curare. La riorganizzazione dei servizi sanitari, conseguenti al piano di rientro e sanciti dalla legge regionale n.5/2009, prevede il potenziamento e la creazione di nuovi servizi territoriali, finalizzati al miglioramento dell’offerta, in termini di qualità e quantità, e nel contempo poter realizzare economie di spesa attraverso la deospedalizzazione di determinate patologie che non necessitano del ricovero in ospedale”.

“Perché dei servizi possano essere di qualità – dichiarano ancora  -  necessitano di personale con adeguata professionalità, di tecnologie per la diagnostica e di strutture idonee a riceverle. Per cui, in caso di carenze di strutture adeguate, la riorganizzazione che si prefigge la nuova riforma, sarà un’occasione mancata, per cui gli agrigentini sarebbero condannati per i prossimi trent’anni, ad avere il peggiore servizio sanitario di tutta la Sicilia”.

Per scongiurare una simile catastrofica prospettiva e al fine di procedere all’insediamento del PTA cittadino del capoluogo, il “Comitato” con una nota indirizzata al Presidente della Regione e all’Assessore Russo, sollecita l’istituzione di un tavolo al quale fare partecipare tutti gli organismi istituzionali interessati, per una nuova valutazione funzionale al miglior riutilizzo dell’ex ospedale.

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