I bagni pubblici non funzionano. Anziano viene colto da malore

di Cecilia Gaetani
Il giardino pubblico di Canicattì

Il giardino pubblico di Canicattì

Un episodio spiacevole, che fa riflettere e che umilia i cittadini di un paese che sulla carta dovrebbe essere ad economia fiorente, è avvenuto nei giorni scorsi a Canicattì. Un anziano è stato colto da un malore mentre si trovava all’interno del giardino pubblico della città, quello che da tutti viene definito “villa comunale” anche se al suo interno, in realtà, non è mai stata costruita nessuna villa.

L’uomo mentre si trovava in compagnia dei suoi coetanei, tra una chiacchiera e l’altra ha sentito il bisogno impellente di recarsi in bagno. Un’esigenza che si è subito trasformata in angoscia poiché all’interno della famosa “villa” i servizi igienici non funzionano. Le porte dei bagni sono state divelte da tempo dai soliti vandali insulsi, la sporcizia regna sovrana e l’acqua non scorre né dai rubinetti né dai gabinetti.

Una situazione che ha costretto il povero malcapitato ad arrangiarsi dietro ad un albero. Lì l’anziano ha fatto i suoi bisogni ma probabilmente a causa della posizione alquanto scomoda non è riuscito a rialzarsi. Le grida disperate d’aiuto sono giunte alle orecchie di una mamma che aveva portato il suo bimbo a prendere una boccata d’ossigeno nell’unico polmone verde della città (l’unico, in una cittadina di 36.000 abitanti, ndr).

La donna non potendo avvicinarsi ha avvisato due ragazzi di circa 16 anni che si trovavano nei pressi e che hanno subito prestato aiuto all’anziano. L’uomo però a quanto pare, forse per la vergogna, forse per la posizione assunta, è stato colto da un malore. La signora a quel punto ha chiamato il 118 che ha inviato sul posto un’ambulanza. Il protagonista della triste vicenda è stato subito trasportato presso l’ospedale Barone Lombardo di Canicattì e fortunatamente si è ripreso.

A “godersi lo spettacolo”, durante l’incidente, vi erano due adulti che dai tavolini del bar vicino ridevano e commentavano la storia. Entrambi sono stati redarguiti dalla coraggiosa signora che ha stigmatizzato il loro comportamento.

Un episodio spiacevole, dunque, che evidenzia aspetti sociologici diversi: la preoccupazione della donna; l’abnegazione dei due ragazzini che senza curarsi delle condizioni dell’uomo, nudo e imbrattato, lo hanno aiutato mostrandosi solidali; e il menefreghismo di due adulti che hanno dato un pessimo esempio di civiltà.

Ma l’argomento chiave della storia resta la mancanza dei bagni pubblici all’interno della cosiddetta “villa comunale”. Un problema che va avanti da anni e che l’attuale sindaco, Vincenzo Corbo, aveva promesso di risolvere.

Da un paio d’anni il primo cittadino parla della “quasi immediata” installazione di bagni chimici, che dovrebbero essere dislocati in vari punti della città. Intanto la popolazione si accontenterebbe di utilizzare quelli in muratura già esistenti se resi fruibili. Al momento, infatti, quei bagni sono talmente indegni da non poter essere definiti neanche latrine.

Canicattì che vive all’ombra di un primato ormai perduto, che negli anni ’80 la vedeva inserita nella lista delle 100 cittadine più ricche d’Italia, al giorno d’oggi non può contare neanche su un vespasiano. Un servizio che gli antichi romani offrivano alla popolazione già duemila anni fa.

 

Vespasiano - Foto di Stefano Bolognini

Vespasiano - Foto di Stefano Bolognini

Cecilia Gaetani
Condividi:
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Mixx
 
 

I commenti sono chiusi.


Comitato Promotore delle Giornate per l'Economia del Mezzogiorno 2011
Stage e tirocini formativi in Confimpresa Euromed
Il bilancio 2011
del Presidente D'Orsi

Calendario