Compra diamanti ma erano pezzi di vetro

di Cecilia Gaetani

diamanteTorna a colpire a Canicattì la banda della famigerata “truffa dei diamanti”. Un sistema escogitato per ricavare denaro dalla vendita di false pietre preziose. A pagarne le spese, nel vero senso della parola, questa volta è stata un’impiegata comunale di 62 anni di Canicattì che, pensando di fare un affare, ha perso ben 8.000 euro.

Una truffa organizzata nei minimi particolari e che nel giro di alcuni mesi è stata messa a segno in diverse località non solo dell’agrigentino ma anche del palermitano e del trapanese. La tecnica adottata è sempre la stessa: tre i “compari” che organizzano la messa in scena e che scelgono generalmente, come vittime, persone anziane.

E anche questa volta è andata esattamente allo stesso modo. La signora canicattinese ha raccontato di essere stata avvicinata da uno straniero che le avrebbe rivolto alcune domande. A quel punto sarebbe entrato in azione il secondo complice che, proponendosi come interprete, avrebbe informato la signora della necessità dello straniero di vendere alcuni diamanti in fretta e al riparo da occhi indiscreti. Lo stesso mediatore avrebbe a quel punto suggerito di far valutare le pietre da un noto gioielliere di Canicattì. Il terzo truffatore, il presunto gioielliere, sarebbe dunque entrato in scena attribuendo alle pietre un valore di 15.000 euro e dichiarandosi disposto ad acquistare la merce. La signora, al quel punto, avrebbe rivendicato la priorità nell’acquisto e dopo aver contrattato una cifra inferiore (8.000 euro, ndr) si sarebbe recata in banca per prelevare la somma.

Dopo aver consegnato i soldi allo straniero e dopo essere entrata in possesso dei finti diamanti, la scoperta: fondi di bottiglia al posto delle pietre preziose per l’ignara acquirente, che dopo essersi ripresa dallo choc ha denunciato la truffa al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Canicattì, diretto dal vice questore aggiunto Corrado Empoli.

“Raccomandiamo ai cittadini di non fidarsi di persone sconosciute che propongono affari allettanti – ha detto Empoli – poiché le truffe di questo genere sono all’ordine del giorno. A volte si tratta di computer o di apparecchi elettronici, altre di false pietre preziose come in questo caso”. Tanta delusione, dunque, per la signora canicattinese che pensava di aver fatto un buon affare e un reato in più per i tre malfattori.

 

Cecilia Gaetani

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