Truglio si dimette e le città sono sommerse di rifiuti
E’ difficile comprendere le azioni dei nostri politici.
D’Orsi e Zambuto sapevano di muoversi in mezzo alla cristalleria e sono andati avanti nel loro percorso senza badare ai danni, pur prevedibili.
La legalità e la trasparenza nella spesa pubblica devono essere garantite senza né se e né ma.
Meglio annegare tra i rifiuti piuttosto che cedere di fronte al malaffare, ché di questo si è parlato nella conferenza stampa del presidente della Provincia e del sindaco di Agrigento.
Gli operatori ecologici hanno incrociato le braccia per solidarietà a Truglio o per il mancato pagamento degli stipendi? Peggio. Sono i datori di lavoro a spingere i loro dipendenti a fermarsi per agevolare il ritorno di Truglio?
Sono anni che il sistema si regge sulle acrobazie dell’Ato che riesce a garantire il servizio sulla “fiducia” e il vicesindaco di Agrigento che ha vissuto l’esperienza di amministratore dell’Ato, dovrebbe saperne qualcosa.
Fiducia da parte delle banche e, principalmente, da parte dei lavoratori del settore, pronti ad aspettare settimane se, almeno, hanno elementi per sperare.
Le dimissioni di Truglio hanno accantonato le speranze e gli operatori ecologici protestano in difesa del legittimo diritto a percepire le spettanze.
D’Orsi e Zambuto hanno certamente previsto il verificarsi dell’attuale stato delle cose, ma, dicevamo, la lotta ai “comitati d’affare” non deve arrestarsi, costi quel che costi.
I sindaci vogliono il ritorno di Truglio e l’ex amministratore unico dell’Ato ha mandato a dire che ormai le sue dimissioni sono esecutive. Devono rinominarlo.
D’Orsi, Zambuto e gli altri sindaci devono riunirsi e nominarlo, lo faranno sabato prossimo.
E il malaffare con il comitato d’affare, che fine hanno fatto? Facciamo rispondere i sindacati. “Con le dimissioni dell’Amministratore Unico Avv. Truglio – scrivono nel loro comunicato Cgil, Cisl e Uil – la Società rischia di ritornare indietro anni luce rispetto alle importanti novità che ha apportato sia, nell’organizzazione del lavoro, ottimizzando le risorse umane sia, rispetto al tentativo di risanamento della Società, con importanti tagli a sprechi e costi di carattere generale di cui evidentemente l’azienda può farne a meno. Il suo operato ha trasmesso fiducia alle banche che dovrebbero contribuire al finanziamento della Società ed al mondo delle imprese, perennemente in affanno per i ritardi nei pagamenti e di conseguenza nei confronti dei lavoratori.
In tutta questa confusione rimane il dato certo che a causa delle dimissioni viene meno il finanziamento di una banca facendo saltare l’impegno della GESA di pagare gli stipendi del mese di gennaio annunciato per il giorno 05 marzo, quindi si avvicina lo spettro di ritornare con le strade piene d’immondizia a causa dello sciopero dei lavoratori previsto per il giorno 12 marzo.
Pertanto, invitiamo i sindaci a provvedere con urgenza ad una soluzione di questa crisi, con la speranza che nessuno si assuma la responsabilità più o meno consapevole di ritornare indietro con lotte politiche intestine che porterebbero ad un fallimento certo della società lasciando 19 comuni in mezzo ai rifiuti”. Buscemi, Stella e Manganella parlano dello stesso Truglio di D’Orsi e di Zambuto? Non siamo riusciti a capirlo.
Un fatto è certo: la spazzatura sotto le finestre dell’utenza.












