Il verbale dell’Alberghiero di Favara
A seguito dei fatti avvenuti in data 26/02/2010, relativi al lancio di carta e pezzetti di gesso dal terzo piano contro l’auto della Questura presidiata da un agente, il Consiglio d’Istituto, dopo avere riscontrato attentamente i tempi e le modalità dell’accaduto, preso atto della gravità del gesto, si è riunito in data 8/3/2010 per prendere i dovuti provvedimenti disciplinari.
Purtroppo, è bene precisarlo da subito, nonostante le numerose verifiche interne e la richiesta collaborazione alla Questura, ad oggi, non si è riusciti ad individuare i responsabili del grave gesto che ha offeso le forze dell’ordine e tutta la scuola nel suo complesso. Ciò non di meno, proprio per arginare fenomeni di devianza giovanile e scoraggiare atteggiamenti di silenziosa e vigliacca omertà, il Consiglio d’Istituto ha deciso di punire tutti gli alunni delle classi del terzo piano le cui aule sono allocate lato-atrio e dalle quali si ritiene si siano affacciati i protagonisti del misfatto, obbligando gli stessi a ritinteggiare le loro aule e a collaborare fino al termine dell’anno scolastico, per almeno un pomeriggio alla settimana, con alcune associazioni di volontariato presenti sul territorio di Favara.
Con questa determinazione si intende dare una risposta concreta allo sgomento provocato da questo gesto educando gli alunni al senso della legalità, al rispetto delle istituzioni e alla responsabilità civile di cui ciascuno è portatore.
Pur rimanendo profondamente rammaricati per il grave gesto compiuto, occorre, comunque, precisare alcuni fatti che non possono in alcun modo essere taciuti.
La scuola attualmente vive e opera in un edificio di cinque piani strutturato originariamente per civili abitazioni e riadattato, con molte limitazioni strutturali, alle esigenze scolastiche. Presenta, in ogni piano, corridoi ad “U” difficilmente controllabili dal personale disponibile per piano, considerato, anche, che in ciascun lato sono presenti dei balconi in rientranza che sfuggono alla vista diretta. Inoltre, vi è la presenza di numerose porte d’acceso per ogni piano (comprese le vie di fuga) che complessivamente rendono difficilissimo il controllo contemporaneo. Se a tutto questo si aggiunge che ad ogni cambio d’ora di lezione molti alunni sono costretti a migrare verso palestra o laboratori che si trovano collocati in altri piani, si capisce bene quali sono i reali margini di effettivo controllo che, pur tuttavia, esiste e in parte viene monitorato con un moderno sistema di videosorveglianza.
Tutto questo avviene in presenza di circa 1200 alunni che giornalmente affollano e frequentano le aule della nostra scuola, che provengono da diversi paesi del circondario, che risultano di diversa estrazione sociale e, in parte, vivono mille difficoltà nei trasporti e nella marginalità sociale.
A tutti gli alunni frequentanti la scuola offre da decenni la possibilità di crearsi una cultura ed una preparazione professionale specifica di alto livello, aprendo prospettive concrete di lavoro e, quindi, di inserimento sociale: traguardi non indifferenti in una realtà socio-economica come quella siciliana gravemente colpita dal fenomeno della disoccupazione che porta con sè enormi rischi di derive delinquenziali
E allora, prima di scrivere screditando tutti e tutto occorre chiedersi: cosa è successo e cosa è realmente la nostra scuola?
Alcuni giornalisti, a commento della notizia, si sono scagliati con una violenza inaudita anche nei confronti della scuola, riuscendo a creare un eco nazionale tale da determinare persino una ispezione dall’Ufficio Scolastico Regionale .
La mancata contestualizzare del fatto accaduto nella sua giusta dimensione e gli effetti deleteri sull’immagine della scuola, ha trascinato con sé prese di posizioni di molti operatori del mondo del lavoro e inquietudine per molte famiglie di alunni frequentanti, operando un’ involontaria quanto reale colpevolizzazione della stragrande maggioranza degli alunni ed operatori presenti all’interno della stessa completamente ignari dell’accaduto.
A questi signori occorre ricordare le parole di apprezzamento, più volte espresse nei confronti della nostra scuola dal Prefetto Umberto Postiglione, per l’incessante lavoro di sviluppo culturale propositivo nei confronti degli alunni e della società civile.
La nostra scuola, è bene ricordarlo, nonostante le difficoltà di integrazione dei diversi alunni presenti al suo interno, risulta essere una delle più premiate a livello nazionale e forse, per questo, paga il prezzo sul coinvolgimento attivo di quella parte di popolazione scolastica spesso relegata ai margini della società che nella propria miseria culturale, qualche volta, purtroppo, offende la sua reputazione.
Fidiamo, con la presente, di stimolare la restituzione d’immagine che questa scuola merita per il lavoro che svolge da oltre trent’anni . Se qualche fatto riprovevole accade: chiediamo scusa. La polizia era presente quel giorno proprio per un corso sulla legalità, a dimostrazione del fatto che c’è piena consapevolezza sulla necessità di creare cultura e coscienza civica oltre che addestramento professionale.
Per onestà intellettuale, chiediamo a quanti hanno “abusato” nei commenti giornalistici di avere il coraggio di scrivere anche quello che di buono questa scuola riesce a fare giorno dopo giorno senza clamore.
Grazie.












