Scoperta maxi truffa all’UE. Sequestrati beni per 70 mln tra Sicilia e Lombardia

di Redazione

guardia_di_finanza_156_2La Guardia di Finanza di Palermo e Agrigento, con il coordinamento della Procura di Palermo, ha eseguito diverse ordinanze di custodia cautelare personale nei confronti di responsabili a vario titolo di un’associazione finalizzata alla commissione di piu’ truffe ai danni del bilancio dello Stato e dell’Unione Europea, per un valore complessivo di circa 30 milioni di euro e l’utilizzo di circa 90 milioni di false fatturazioni.

Sono stati sequestrati, in Sicilia e Lombardia, stabilimenti industriali, macchinari, immobili terreni e quote societarie per un valore stimato di oltre 18 milioni di euro. I particolari sono stati illustrati presso il palazzo di Giustizia di Palermo in una conferenza stampa, alla presenza del procuratore aggiunto di Palermo, Leonardo Agueci

Il destinario del primo provvedimento di sequestro e’ Mariano Saracino, 63enne di Castellammare del Golfo, imprenditore nel settore edile e della produzione e commercio di conglomerati cementizi. I sigilli sono stati apposti a beni per 21,5 milioni di euro. Un secondo provvedimento per oltre 50 milioni di euro ha invece interessato i fratelli Agro’ di Racalmuto, imprenditori del settore oleario. 

In particolare, l’operazione che ha visto impegnato il personale della Dia di Trapani, ha consentito il sequestro del 50% del capitale sociale, nonche’ il complesso dei beni aziendali della Calcestruzzi Castellammare s.r.l., con sede in Castellammare del Golfo; del capitale sociale, nonche’ il complesso dei beni aziendali delle societa’ Scopello Costruzioni s.r.l., Co.si. s.r.l. e Del Ponte s.r.l., tutte operanti nel settore delle costruzioni edili, con sedi in Castellammare del Golfo; del 49% del capitale sociale della societa’ Ce.re.ve s.n.c., operante nel settore della revisione e riparazione di veicoli industriali; dell’intero patrimonio della societa’ Maxim’S Bar di Filippazzo G. & C. s.n.c. con sede in Castellammare del Golfo, operante nel settore della somministrazione alimentare; di due imprese individuali, attive nelle costruzioni edili e dell’agricolturaa; di otto appartamenti a Castellammare del Golfo; di dieci unita’ immobiliari destinati ad attivita’ commerciali ed uffici, a Castellammare del Golfo; di venti unita’ immobiliari destinati a magazzini e locali di deposito; di sei villini, utilizzati come residenze estive, a Scopello; di 30 appezzamenti di terreno, alcuni dei quali in zone edificabili, a Castellammare del Golfo; di quattro fondi agricoli con annessi fabbricati rurali, a Castellammare del Golfo; di venti veicoli di varia specie; e di disponibilita’ finanziarie depositate presso diversi istituti di credito.

Per quanto riguarda i fratelli Diego e Ignazio Agro’, rispettivamente di 64 e 72 anni, il provvedimento di sequestro ha riguardato conti correnti, numerosi terreni e fabbricati presenti nelle province di Agrigento, Messina, Brindisi e Perugia, due aziende e quote societarie di diverse imprese operanti nel settore immobiliare e nella produzione e commercializzazione di olio alimentare. Il Tribunale di Agrigento ha motivato il sequestro rilevando, sulla base delle complesse indagini di carattere tecnico-patrimoniale svolte dalla Dia, la mafiosita’ dei soggetti e la sperequazione tra il valore dei beni posseduti e dei redditi dichiarati e l’attivita’ svolta.

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