L’aeroporto lo vuole D’Orsi o gli agrigentini?
La stragrande maggioranza di cittadini che passa accanto alla tenda di piazza Moro quasi non si cura della protesta del presidente della Provincia e se qualcuno chiede gli viene risposto “niente, c’è D’Orsi che protesta”.
Era “niente” quando c’era in piedi il circo equestre che succhiava soldi dei contribuenti e confezionava semplici “passatempi” buoni a riempire le tasche degli addetti ai lavori.
D’Orsi ha smontato il circo e si è messo seriamente a lavorare per dotare il territorio di un aeroporto.
E’ andato controcorrente come uno sprovveduto, come se venisse da Trento o da Brescia e non dalla sua Palma di Montechiaro.
L’aeroporto, il rilancio del turismo, dell’agricoltura, basta e avanza prometterli, ché qui l’ultima opera realizzata sono i Templi.
D’orsi ha “scuitato” il Ministro alle Infrastrutture, il Ministro Alfano scongiura a vederselo arrivare a Roma, Raffaele Lombardo, Roberto Di Mauro non sanno più come adoperarsi per aiutarlo.
A ben vedere lo slancio di D’Orsi e l’indifferenza della stragrande maggioranza degli agrigentini, sembrerebbe che l’aeroporto lo richiede solo il presidente della Provincia. Si sarà stancato di prendere e qualche volta perdere gli aerei in partenza da Palermo o Catania e vuole una struttura aeroportuale vicina a casa sua.
Il problema è suo, ché gli altri si sono abituati.
In realtà nascono spontaneamente gruppi di sostenitori, mentre restano assenti altri importanti protagonisti dell’economia e della politica locale. Attorno a quella tenda dovrebbero fare a gomitate per starci i sindacati, le associazioni degli imprenditori, i partiti politici, le amministrazioni dei Comuni della Provincia.
Marco Zambuto e il Consiglio comunale di Agrigento stanno dimostrando grande vicinanza e collaborazione, senza fare a gomitate con chi non c’è.
Il bello della storia giunta a questo punto è che il dibattito si è spostato dal “si avrà o non avrà si l’aeroporto” a “quanto tempo resisterà D’Orsi nella tenda” fino ad arrivare a “ma chi glielo ha fatto fare a cacciarsi in un vicolo cieco”. Non è l’aeroporto ma il presidente della Provincia, con le sue simpatie e antipatie ad animare le discussioni, mentre nell’interesse generale la struttura sembra essere diventata di secondaria importanza.
Il faro è acceso su D’Orsi, lo sanno gli agrigentini e, peggio, lo hanno compreso a Roma, dove non si teme l’alzata di scudi della popolazione della Provincia, ché sono consapevoli non ci sarà mai.
Qui il clima è mite e la gente è buona. D’Orsi sembra appartenere alla classe politica della Lega piuttosto di un moderato partito del centrodestra ad Agrigento e non si capisce bene a Palermo. Presidente, gli agrigentini vogliono l’aeroporto ma senza strapparsi la camicia. Conoscono i mille impegni della locale deputazione regionale, nazionale, del Ministro, dei sindacati e l’elenco è lungo, che li porta a non stare vicino al sanguigno D’Orsi, che forse non avendo meglio da fare si è messo in tenda a lavorare a capo fitto sulla struttura aeroportuale.










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