Dove va il Consorzio universitario di Agrigento?
E’ trascorsa una settimana dall’invio di una lettera con la quale il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, ed il Presidente della Camera di commercio, Vittorio Messina, sollecitavano al Presidente del Consorzio universitario della provincia di Agrigento, Joseph Mifsud “un’urgente convocazione dell’assemblea al fine di affrontare, oltre ad eventuali altri argomenti ancora non definiti, il delicato tema delle modifiche statutarie dello stesso Consorzio”.
“Siamo sicuri – scrivevano Zambuto e Messina – che anche Lei sia convinto della necessità di approfondire e decidere su tali fondamentali aspetti non in solitudine, ma con la piena condivisione di quanti, anche istituzionalmente, rappresentano il territorio e dello stesso ne conoscono in maniera più approfondita e completa i vari aspetti.
Non si era fatta aspettare la risposta di Mifsud che puntualizzava come il CDA del Consorzio universitario della provincia di Agrigento stava “già discutendo e lavorando ad una bozza di revisione dello statuto che sarà presto inviata a tutti i compomenti dell’Assemblea dei Soci per accogliere ulteriori succerimenti e consigli in merito, da adottare poi, in una speciale assemblea dei soci”.
“Si garantisce sempre, una piena trasparenza dell’operato – aggiungeva il prof. Mifsud – e si ribadisce che la finalità del polo anche attraverso lo statuto stesso, sia quella di valorizzare l’intero territorio della provincia di Agrigento e non singoli individui o singoli enti. Il presidente attuale – concludeva – garantisce prima di tutto, che ogni possibile cambiamento avverrà nella direzione di aiutare i giovani della provincia di Agrigento a partecipare alla trasformazione della loro provincia. Lo statuto deve puntare sui giovani per un vero ed onesto rilancio del territorio” .
Fin qui la sollecitazione e la risposta, tempestiva, elegante ma vergata con uno stile fin troppo politichese per fare breccia tra i dubbiosi.
Per esempio una risposta chiara poteva riguardare la composizione di quel “CDA del Consorzio universitario della provincia di Agrigento, che sta già discutendo e lavorando ad una bozza di revisione dello statuto che sarà presto inviata a tutti i compomenti dell’Assemblea dei Soci per accogliere ulteriori succerimenti e consigli in merito, da adottare poi, in una speciale assemblea dei soci”.
Si tratta di quel CDA che, fino a prova contraria, non ha ancora insediato i rappresentanti del Comune di Agrigento?
Ma l”iniziativa di Zambuto e D’Orsi, in verità avrebbe meritato l’apertura di un più ampio e coinvolgente dibattito con un ruolo attivo della politica, delle forze sociali, del mondo imprenditoriale, delle primarie agenzie educative attraverso le istituzioni di rappresentanza.
Un dibattito che avrebbe dovuto ampliare il bouquet dei quesiti da rivolgere a chi guida un Consorzio che continua a promettere mirabilie mentre sembra perdere progressivamentre terreno nella considerazione generale e soprattutto in quella del mondo accademico.
Un dibattito che avrebbe potuto chiarire meglio l’attuale situazione finanziaria del Consorzio, un dibattito che avrebbe potuto chiarire meglio le prospettive occupazionali delle forze lavoro in carico al Consorzio, un dibattito che avrebbe potuto chiarire se vero che si prevede un incremento dell’organico, un dibattito che avrebbe potuto chiarire quali frutti porta un dispendioso peregrinare del vertice del Consorzio tra una capitale e un’altra dell’area euro-mediterranea, un dibattito che avrebbe potuto fare emergere perchè i giovani di questa terra debbono ancora credere in questa infrastruttura immateriale.
red pen










Lascia un commento