La tenda per protestare contro lo Stato assente e sordo

di Franco Pullara

dorsi2Eugenio D’Orsi aveva preannunciato la sua decisione di trasferire la sua attività di pubblico amministratore all’interno di una tenda collocata in piazza Aldo Moro per protestare contro la lungaggine sulla definizione dell’iter per la costruzione dell’aeroporto di Licata, oggi lo ha fatto.

Il presidente della provincia è volato a Roma diverse volte per incontrare il Ministro Mattioli e si è perso il conto dei colloqui  avuti con Raffaele Lombardo.

D’Orsi ha voluto e organizzato una partecipata marcia di protesta in favore dell’aeroporto agrigentino.

Oggi, quando tutto sembrava andare per il verso giusto, d’urgenza ha convocato una conferenza stampa nella sua tenda.

Lo troviamo con due fogli in mano e fuori dalla grazia di Dio. I fogli, o meglio il foglio, ché l’altro è un semplice allegato neppure firmato, è una comunicazione inviata dal Capo di gabinetto del Ministro delle Infrastrutture con la quale si azzera la speranza di avere l’aeroporto.

“L’istruttoria tecnica dell’Enac – si legge nel secondo foglio denominato “appunto” – pur rilevando l’idoneità dell’aria indicata e che le dimensioni dell’aeroporto risultano compatibili con le tipologie di attività individuate in quest’ultimo studio, non ritiene ipotizzabile una gestione in grado di raggiungere l’equilibrio economico sia per le caratteristiche intrinseche sia per le prospettive di sviluppo del traffico.

Sulla medesima questione, anche la direzione generale per il trasporto aereo concorderebbe con gli esiti dell’istruttoria dell’Enac, segnalando da una parte l’aumento del numero degli aeroporti sul territorio al di fuori di una pianificazione e programmazione e dall’altra che l’apertura di un nuovo aeroporto può comportare ulteriori oneri a carico dello Stato per l’espletamento dei vari servizi connessi all’attività.

Pertanto, allo stato attuale e sulla base delle istruttorie svolte, pur nel rispetto delle prerogative regionali di pianificazione, non sussisterebbero presupposti e condizioni tali da poter dare seguito alla richiesta della Provincia di Agrigento”.

Tutto è bocciato.

Tecnicamente è idoneo, la Provincia regionale ha dato piena disponibilità compresa la finanziaria, il territorio è povero a causa del suo isolamento, la struttura che si vuole fare è la risposta adeguata al rilancio economico dell’agrigentino, ma “può comportare ulteriori oneri a carico dello Stato”.

Sembrerebbe che lo Stato si accorga di Agrigento solo in occasioni di oneri da sostenere. Provando a girare i termini della questione ci si accorge che il territorio non può rinunciare alla struttura. La sua stessa economia è stata ed è fortemente penalizzata dall’assenza di collegamenti.

Lo Stato dov’è?

I paesi dell’agrigentino si spopolano, nel generale fuggi, fuggi alla ricerca di lavoro in quella parte della Nazione dove lo Stato c’è e non si pone il problema degli oneri a suo carico.

Eugenio D’Orsi con il suo coraggio sta facendo di tutto, marce e tenda comprese.

Ieri, un istante dopo avere ricevuto nella peggiore delle forme la comunicazione, ha chiamato il Ministro Alfano e il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo.

“Mi è stato detto – a parlare è Eugenio D’Orsi – che si attiveranno e mi daranno le loro risposte in merito. Io confido nel loro operato e aspetto fiducioso senza, comunque, abbandonare la mia protesta. Ritengo che la misura sia colma: un funzionario trasmette uno scarno foglietto definito “appunto” nel quale si espongono dubbi su un progetto che ha avuto il benestare dell’Enac e per il quale la Provincia ha impegnato risorse e uomini, garantendo anche i costi di gestione e senza chiedere un centesimo allo Stato.

Al di là di tutto, una totale mancanza di rispetto per la Provincia come istituzione.

C’è l’impegno del Presidente della Regione Lombardo e dell’Assessore Di Mauro, che si sono prodigati per farci assegnare i fondi FAS, ma continuiamo a lottare contro forze che remano contro gli interessi degli agrigentini e lo sviluppo della nostra provincia. I cittadini devono sapere che per realizzare l’aeroporto di Licata occorrono gli stessi soldi necessari a costruire una manciata di chilometri della nuova strada statale 640.

Questa non è soltanto la protesta di D’Orsi, bensì quella di un territorio che da troppi anni attende risposte serie”.

Condividi:
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Mixx
 
 
  1. Pino Sciume' ha scritto quanto segue il 18 febbraio 2010 alle 18:41.

    Caro Franco,

    “LO STATO DOV’E??????????”

    per andare al concreto: o questa terra, questa provincia, insomma noi siciliani, allo Stato gli stiamo sui gabbasisi, oppure c’è qualcosa che non conosciamo. Se nello specifico si tratta dell’aeroporto, la sconosciamo da 40 anni, se si tratta del resto lo sconosciamo da sempre. Plaudo all’iniziativa del Presidente D’Orsi, è stato di parola. Adesso ci mandano gli appunti che sembrano tanto somigliare alle veline del ventennio. Non so più cosa ribattere ai miei figli quando manifestano l’intenzione dell’inutilità di andare a votare. Mi verrebbe voglia di proporre una raccolta di firme per dare una procura in bianco a chiunque, tanto è sempre la stessa storia… ma dobbiamo veramente arrivare a tanto? Dobbiamo per forza credere che la legge non è uguale per tutti?

  2. Sac.Diego Acquisto ha scritto quanto segue il 18 febbraio 2010 alle 21:36.

    Come è possibile che l’appunto di un funzionario annulli le decisioni formali delle più alte Autorità ?

    Come stanno veramente le cose ?

    Perchè i nostri onorevoli non spiegano ?

    Non è il caso di pensare ad una nuova, massiccia manifestazione popolare ?

  3. Salvatore Sorce ha scritto quanto segue il 18 febbraio 2010 alle 21:43.

    Come Agrigentino mi sento profondamente indignato. Una notizia di questo genere mi fa persino schifo leggerla.
    Vergogna! Vergona! Vergogna! E solo vergogna!
    Esprimendo la mia piena solidarietà a D’Orsi, propongo agli agrigentini di restituire alla Prefettura di Agrigento la propria tessera elettorale in segno di protesta, dichiarando, nel qual caso, la propria rinuncia anche al diritto di cittadinanza.


Lascia un commento

Maxstore
Banner sidebar right top

Calendario

febbraio: 2010
L M M G V S D
« gen   mar »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
Help Valle
Confimpresa Euromed